Tutti i modi per rovinare «Tutti gli uomini del re»

Steven Zaillian rifà Tutti gli uomini del re e - per non essere schiacciato dal paragone con l'originale di Robert Rossen (1949) - prende dal romanzo di Robert Penn Warren (Garzanti) quel che Rossen lasciava nelle pagine. Ma, se Rossen ce l'aveva lasciato, una ragione c'era. Dunque, in vesti eccessive per lui (produttore, sceneggiatore, regista), Zaillian si rompe le ossa: scrive un copione denso di sentenze e stereotipi; ingaggia Sean Penn (scelta giusta, in teoria), ma non sa dirigerlo, così Penn gigioneggia, mentre Broderick Crawford, protagonista della prima versione, era perfetto. Per giunta Zaillian circonda Penn con Kate Winslet, Jude Law e Anthony Hopkins. Certo: per farne notare meno l'assenza dalla maggior parte delle scene. E poi il trio britannico sa imitare l'accento del sud, dettaglio importante per il pubblico americano, che poi considera gli inglesi implicitamente dei decadenti, come sono del resto i personaggi, qui. Però il «coro» prevale anche troppo sul protagonista: se ne perde il vitalismo a vantaggio della fatiscenza di contorno. Non solo: il dramma politico, spina dorsale del film di Rossen, cede al dramma esistenziale. Forse perché il pubblico del 2006 nulla sa di un governatore ucciso nel 1936, come Huey Long, la cui figura era riconoscibile dietro quella delineata da Crawford. In più Zaillian sposta tutto in avanti di un ventennio, magari pensa che degli anni di Eisenhower si possa parlare male, mentre di quelli di Roosevelt no... Il resto dei danni lo fa il doppiaggio: Penn che parla come uno del Padrino. Quindi risparmiate i soldi del biglietto per questo nuovo Tutti gli uomini del re e spendeteli per quello vecchio in dvd. Lo distribuisce sempre la Sony.

TUTTI GLI UOMINI DEL RE di Steven Zaillian (2006), con Sean Penn, Jude Law. 125 minuti