Tutti i nomi della nuova lottizzazione Rai

Anna Maria Greco

da Roma

Polemiche sulle nomine Rai e voglia di trasparenza: un mix che gioca strani scherzi. Succede così che il consigliere di sinistra a Viale Mazzini, Sandro Curzi, lanci la provocazione di trasmettere in diretta tv le sedute del Cda e, prima che possa rettificare che non faceva sul serio, sia subissato di applausi dal centrodestra e solo da una parte dell’Unione.
Succede anche che, stufi delle manovre sottobanco, i Radicali diffondano on line l’elenco di candidati lottizzati di Ds e Margherita per le poltrone Rai. Della Quercia, Notizie radicali cita: Marroni, Giubilei, Bendicenti, Montanari, Sassoli, Martorelli, Albertazzi, Mancini, Dell'Aquila. Della Margherita: Frittella, Romagnoli, Ferragni, Pindozzi, Grandinetti, Tolfa, Anastasi, Dorfles, Laruffa, Tonelli. Nella lista di quote rosa, la Donato (della segreteria del presidente Petruccioli) sarebbe in pole position.
Dopo il trambusto suscitato dalle affermazioni di Massimo D’Alema, la polemica con il direttore del Tg1 Clemente Mimun e gli attacchi della Cdl, il segretario Ds Piero Fassino chiede modifiche istituzionali per rendere più autonoma l'azienda. «Il Cda - dice - deve nominare o confermare sulla base della professionalità dimostrate non sulla base di un'appartenenza politica». Precisa che lui non chiama i direttori dei Tg per raccomandare qualcuno, ma solo per protestare, quando si «inc...». E al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, manda a dire di fare presto una proposta per evitare le invadenze della politica.
Lui, Gentiloni, boccia l’idea di Curzi ma invoca massima autonomia per il Cda e assicura: «Il governo si occupa del futuro della Rai e di una riforma del servizio pubblico che renda meno diretto il rapporto tra partiti e azienda, non di nomi e di foglietti». Replica il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti: «Chi ha messo tanta fretta per il cambio dei vertici del Tg1? Siamo forse stati noi dell'opposizione? Perchè tanta ipocrisia?».
Sul fatto che la Rai non può essere spartita tra Ds e Margherita il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, concorda con il leader radicale Daniele Capezzone. Presto, annuncia, si costituirà la commissione di vigilanza. Per Antonio Di Pietro non si può aspettare per cambiare i vertici dell’azienda, ma senza nuove lottizzazioni. Dario Franceschini della Margherita definisce l’elenco dei Radicali «un gioco», ma rischioso, «intimidatorio». E il ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, ironizza: «Non sapevo che Capezzone fosse interessato ai servizi segreti».
Insomma, livelli incandescenti di scontro. Tanto che Roberto Zaccaria, ex presidente Rai ora deputato dell'Ulivo, arriva a dirsi «terrorizzato da come il centrosinistra si occupa delle nomine Rai» e convinto che la situazione sia «drammatica». Se Berlusconi ha stravolto i principi con un'«occupazione brutale e totale», servono nuove regole. Ma di questo dibattito, per Zaccaria, nell’Unione non c’è traccia. Che sia d’accordo con l’azzurro Guido Crosetto che lancia l’idea dello sciopero del canone tv, se la Rai sarà monopolizzata e occupata «militarmente»?
Quanto alla proposta-Curzi, il presidente degli europarlamentari di Fi, Antonio Tajani, lo invita a sollecitare Petruccioli a far trasmettere in diretta le riunioni del Cda. «Così i cittadini valuteranno se si tratti di scelte autonome o di un bottino di guerra per Prodi e D'Alema», aggiunge Giuseppe Consolo di An. Concordano Lega, Dc. Anche Udeur, Pdci e Verdi. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Bruno Tucci e Paolo Serventi Longhi, segretario della Fnsi appoggiano la proposta e l’Usigrai vuole trasparenza. Mentre il ds Giuseppe Giulietti propone piuttosto a Ds e Margherita di stralciare la correzione della Gasparri sul vertice Rai. La Rosa nel pugno già candida Radio radicale per trasmettere le sedute del Cda, quando Curzi precisa: «Volevo trasparenza, non mi riferivo ad una diretta tv». C’è una proposta di ripiego dell’azzurra Maria Stella Gelmini: si faccia almeno una conferenza-stampa dopo le riunioni del Cda.