Tutti i numeri di Palermo-Inter sfida scudetto per la prima volta

Si fronteggiano gli attacchi più redditizi della serie A e le difese che, dopo un pessimo avvio, sono diventate impenetrabili. Assieme le 2 rose valgono 260 milioni

Riccardo Signori

Davanti allo specchio c’è qualche vaga rassomiglianza. Strano per una squadra che dovrebbe giocare su Marte, mentre l’altra può giocare solo sulla Terra. Cosa le accomuna? Il numero delle vittorie: nove. Cosa le separa? Tre punti in classifica determinati da un altro tre che fa testo: tre i pareggi dell’Inter, tre le sconfitte del Palermo. Ma la partita dell’anno, anzi del fine anno è tutta loro: impensabile fino ad un campionato fa. C’erano Juve, Milan, Inter, Roma, poi le solite cenerentole di una stagione da fiaba. Ora c’è rimasta l’Inter, presa da inconsueta voracità con quell’otto su otto, che sono le ultime vittorie. E il Palermo nella parte della Cenerentola che ha voglia di tener lunga la fiaba. C’è da pensare chi sia il mostro? L’Inter con quella rosa che può fare ciò che vuole o il Palermo che regge avendo miscelato bene novità e vecchie glorie, inserendo nel motore il tatticismo di Guidolin? Vediamo punto per punto.
Sorprese. Alberto Fontana è un ex dell’Inter, ma una sorpresa per tutti. I 39 anni non pesano. Scaricato da Mancini, che con i portieri ha sempre un rapporto difficile, ha continuato a seminar meraviglie, prima a Chievo, ora a Palermo. Da dietro le quinte nerazzurre è sbucato Olivier Dacourt, francese arrivato senza costo, ma a resa garantita. Un bel muro del centrocampo, sgretolato dal prato di San Siro: lo stiramento subito contro lo Sporting lo lascerà in poltrona domenica e fuori squadra fino a metà gennaio.
Punti deboli. Qui le squadre si guardano davvero allo specchio. L’assetto difensivo è stato croce per entrambe. Basta leggere il numero dei gol al passivo. L’Inter da qualche tempo ha ridotto i danni (una sola rete nelle ultime sei partite, comprese Champions e coppa Italia), ma pure il Palermo si è rimesso in sesto dopo aver subito 9 reti nei primi quattro match.
Punti di forza. Il Palermo ha l’attacco più redditizio della serie A, insieme alla Roma. Amauri, per ora, è uno spettacolo: tecnicamente rifinito, potente e brillante. Di Michele è stato una buona spalla. L’Inter sta appena dietro in quanto a gol, ma la sua forza è il centrocampo dominato dalla vena e dalla maturità di Stankovic.
Peso delle assenze. Conteranno più quelle del Palermo: Simplicio è squalificato e Di Michele in bacino di carenaggio. Inter senza Cruz e Dacourt, uomini di peso in ogni senso. Ma con cotanta rosa...
Quanto vale la rosa. La rosa dell’Inter vale circa 170 milioni di euro: solo Ibrahimovic e Vieira sono costati 35 milioni. Un po’ svalutato Adriano (20 milioni), hanno aumentato il valore gente come Cruz, lo stesso Crespo preso senza spendere, Dacourt, Stankovic, Cambiasso. Inestimabile, ma solo per Moratti, il valore di Recoba. Il Palermo, l’anno passato, valeva 60 milioni, quest’anno è in ascesa: 90.
Stipendi. Il monte stipendi della squadra di Zamparini vale 30 milioni, quello dell’Inter 55 milioni. Il bilancio negativo del mercato rosanero è stato di due milioni di euro, quello nerazzurro di 22 milioni. Nella rosa dell’Inter ci sono almeno quattro giocatori che superano i 5 milioni di stipendio, in quella palermitana i più pagati sono Diana e Bresciano: 1 milione.
Modulo. Invertendo i numeri, il prodotto cambia ed anche il modulo. Il Palermo gioca col modulo definito: 4-3-2-1. Soprattutto ora che non c’è Di Michele. L’Inter con il 4-3-1-2. Sennò anche Guidolin voterebbe per le due punte con il 3-5-2, molto elastico.
Più alto e più basso. Il più alto del Palermo: Caracciolo (m. 1,95). Nell’Inter Toldo (m. 1,96). Il più basso palermitano Di Michele (m. 1,71), quello dell’Inter è Cordoba (m. 1,73). Peso massimo nerazzurro Materazzi: kg 92. A Palermo Godeas: kg 83.
Voto ai tecnici. Mancini talvolta improvvisa. È migliorato con il passare degli anni. In questa stagione ha trovato più equilibrio e maturità, ha studiato il modulo più rassicurante: voto 7+. Guidolin è un meraviglioso tatticista, maniaco del perfezionismo. Ha il punto debole nel carattere: soffre troppo le situazioni. Eccellente per le squadre di medio rango. Voto: 7.