Tutti i possibili vantaggi fiscali dal «sì» alla devoluzione

Su due riviste cattoliche incontro pareri discordanti riguardo alla devolution. La rivista della diocesi di Milano Il Segno, riporta, sorvolando sul dovere civico di pluralismo, soltanto il giudizio negativo di Leopoldo Elia. Su Il Timone, diffuso mensile cattolico, trovo un articolo di Vincenzo Sansonetti che argomenta in modo diametralmente opposto. Sansonetti sostiene apertamente il «sì» al referendum costituzionale, precisando che il nuovo procedimento legislativo e il senato federale, considerati dall’Unione punti discutibili della legge, sono destinati a entrare in vigore dal 2011 al 2016, e quindi ci sarà tempo per possibili correzioni. Penso che il grande pubblico abbia convenienza alla modifica della Costituzione specie in riferimento alla sussidiarietà fiscale, di cui la famiglia è prima beneficiaria. Questa novità era stata introdotta teoricamente nel 2001 proprio dalla maggioranza di centrosinistra. La legge sulla devolution passa ora all’attuazione pratica e fissa il termine di tre anni perché la sussidiarietà fiscale venga attuata. Sussidiarietà fiscale detto in parole povere significa tra l’altro poter dedurre dall’imponibile il costo per il mantenimento dei figli. Perciò la mia scelta è nettamente in linea con Il Timone e auspico che molti altri facciano altrettanto non andando al mare il 25 o 26 giugno e votando «sì» al referendum.
Bruno Mardegan e-mail