Tutti i profumi del mio giardino Il ritorno «all’aperto» di Parrella

Dopo un silenzio di 35 anni, il ritorno alla pittura di un «maestro sconosciuto»

Elio Parrella di nuovo in mostra dopo un silenzio di 35 anni. Fino al 27 aprile, infatti, lo Spazio Sant’Orsola dodici, sede della «Vittoria Assicurazioni», ospiterà l’esposizione «I profumi del mio giardino», che raccoglie ben trenta opere dell’artista.
Promotore e curatore dell’evento è Antonio Baldo, titolare degli uffici di via Sant’Orsola, che ormai da cinque anni si dedica attivamente a promuovere la sua passione: l’arte. Ogni anno i suoi uffici ospitano, con l’appoggio culturale della Provincia, quattro mostre con lo scopo di mettere in contatto pittori e scultori con il loro pubblico. E per l’occasione a esporre è un artista di punta, che Baldo considera uno dei 100 migliori autori italiani del Novecento.
Questa personale coincide per Parrella con la decisione di tornare a dedicarsi alla pittura a tempo pieno. Fino ad ora il tempo dedicato all’insegnamento e particolari condizioni famigliari non glielo avevano permesso, ma adesso, con la pensione, è cambiato tutto. Questo «maestro sconosciuto», come lo definisce l’amico Antonio Baldo, per anni ha dipinto solo per se stesso, ma oggi esce allo scoperto e mostra al mondo i suoi lavori.
Le opere esposte risalgono per lo più al periodo che va dal 1993 al 1998, anche se alcune tele risalgono al più lontano 1984.
Questo non significa che l’ispirazione di Parrella negli ultimi anni non abbia trovato espressione, molti nuovi lavori sono già in cantiere, e di altri, per esempio una statua alta due metri, la mostra dà testimonianza attraverso numerose fotografie. Ciò che colpisce di più dell’artista è la poliedricità: scultore, pittore, artigiano del legno, sembra essere in grado di sperimentare qualsiasi linguaggio artistico e di padroneggiare ogni materia. Ogni sua creazione, anche le tele dai color vivaci che richiamano i quadri di Chagall, trasmette una tensione latente che colpisce il visitatore e non gli permette di allontanarsi senza aver percepito l’energia e la sensualità che pervade ogni suo personaggio, perfino quello più indefinito che dal figurativismo sembra sconfinare nell’astrattismo.