Tutti i riflettori sono puntati sul petrolio

Prosegue la rimonta dei prezzi del petrolio. Dai minimi di due settimane fa, hanno recuperato circa il 16% riagganciando l’area dei 58 dollari. La spinta è stata assicurata dalle ricoperture tecniche e dal passo spedito dell’economia americana. Poi, dal 1° febbraio, è scattato il taglio alla produzione giornaliera Opec. Ma non è detto che il cartello oligopolistico riesca a centrare questo obiettivo. L’eccesso di offerta potrebbe persino aumentare, soprattutto se il biglietto verde tornasse a scendere e i tassi a lunga a salire. L’oro ha seguito la rimonta del greggio toccando i massimi semestrali a 660 dollari l’oncia. Poi, sulla scia dei realizzi, i prezzi si sono assestati a quota 645 dollari. Una ondata di vendite ha invece affossato il rame. I prezzi a tre mesi hanno lasciato sul terreno oltre il 4 per cento.