«Tutti i soldi che il governo ha fatto piovere in Liguria»

Dieci miliardi di euro, cioè ventimila miliardi di vecchie lire: a tanto ammonta, in soldoni, il «peso» dei contributi destinati a vario titolo alla Liguria dal governo Berlusconi. Lo ricorda il sottosegretario agli Affari regionali, Alberto Gagliardi (Forza Italia), di fronte a quella che «ha tutti gli aspetti di una campagna di disinformazione della sinistra, tendente a nascondere o sottostimare la quantità e la qualità delle iniziative portate avanti in questi anni dal centrodestra, anche per quanto riguarda la nostra regione». L’elenco comprende, innanzi tutto, sottolinea Gagliardi, le grandi opere infrastrutturali: oltre il Terzo Valico «che l’Unione vorrebbe rimettere in discussione», ci sono il potenziamento della tratta ferroviaria Voltri-Brignole (622 milioni di euro), i fondi per il G8 del luglio 2001 (51 milioni), i lavori per il Bisagno (80 milioni), il tunnel dello «scolmatore» (160 milioni), i finanziamenti per il porto (148 milioni), la metropolitana (360 milioni), il raddoppio della linea tra Finale e Andora (1540 milioni).
Non è finita: Gagliardi ricorda ancora «gli impegni consistenti per l’industria e la ricerca (un solo esempio: l’Istituto italiano di tecnologia, 50 milioni di euro per il 2004, e 100 milioni per ciascuno degli anni dal 2005 al 2014), e la serie di contributi per Genova 2004, capitale europea della Cultura. Per questo obiettivo, sono piovute sulla città risorse ingenti, con un indubbio ritorno di immagine di cui si sono giovate anche le amministrazioni governate dal centrosinistra: 5 milioni per il 2004, 8 per il 2005, oltre a 64 milioni complessivamente per interventi di ristrutturazione e riqualificazione per l’Archivio di Stato di Sant’Ignazio. Altri 10 milioni di euro, infine, sono andati al Teatro Carlo Felice.
Ma è anche dalla gestione dell’«8 per mille» della dichiarazione dei redditi che lo Stato ha destinato alla Liguria imponenti contributi, in gran parte ignoti, per un totale di circa 14 miliardi di vecchie lire, impiegate nel restauro e nella valorizzazione di significativi monumenti storici, chiese, ville che costituiscono un autentico patrimonio culturale e turistico. «Peccato - commenta Gagliardi - che di tutto questo non ci sia traccia nelle dichiarazioni degli esponenti dell’Unione. In realtà, uno dei primi finanziamenti del governo Berlusconi per Genova risale proprio all’esordio, al 2001, ai tempi del G8. Si tratta di quegli oltre 51 milioni di euro che sono serviti a cambiare il volto della città. Certo Genova è diventata più bella - insiste il sottosegretario di Forza Italia - ma con i soldi dello Stato». Buona parte delle risorse sono andate anche alle infrastrutture: «In questo campo - ricorda ancora Gagliardi - non si può ignorare il fatto che venticinque anni fa la sinistra impedì la realizzazione del Terzo Valico per motivi ideologici, gli stessi alla base del no di Claudio Burlando alla cosiddetta bretella Voltri-Rivarolo, per miopi calcoli localistici. Eppure la bretella sarebbe stata un'opera indispensabile per il nuovo porto di Voltri e l’economia della città. Del resto - conclude Gagliardi - è sempre la sinistra che aveva definito l’autostrada dei trafori, spregiativamente, un’autostrada per andare per funghi. Pensate cosa sarebbe oggi Genova senza questa tratta...».