Tutti i successi dei calabresi di Genova

Poteva essere un premio come tanti. Invece, il primo Premio Nazionale Mediterraneo, organizzato dall'associazione omonima, è stato anche, e soprattutto, l'occasione per raccogliersi intorno a un sentimento comune: l'amore per la propria terra. Nella kermesse di volti noti e meno noti che si è svolta ieri pomeriggio all'auditorium Montale del teatro Carlo Felice, sono stati premiati i calabresi che si sono professionalmente distinti in diversi campi a livello nazionale e internazionale. Dall' imprenditoria alla musica, dalla ricerca umanistica alla produzione, passando per il giornalismo. «Abbiamo esteso il premio a livello internazionale - spiega un emozionato Aldo Praticò, presidente dell'associazione Mediterraneo -, perché i calabresi si sanno distinguere nel mondo del lavoro, in tutto il mondo». Sul palco, nel via vai di premiati calabresi e premiandi genovesi (tra i quali il sindaco Marta Vincenzi, il presidente del consiglio comunale, Giorgio Guerello e il senatore Enrico Musso), c'è anche l'occasione per parlare di progetti importanti: nuovi collegamenti via mare per la Calabria, nuovi stimoli per il turismo, una maggiore attenzione ai piccoli produttori delle tante prelibatezze che fanno la storia di quella terra. Una terra che, come tutti hanno ricordato, è di migranti. Moltissimi per studiare e lavorare hanno dovuto spostarsi al nord. «Migranti che hanno collaborato alla rinascita della Genova del dopo guerra», ricorda Salvatore Lecce, consigliere comunale, che ha chiesto al sindaco presente di inserire la storia della comunità calabrese nel Museo del Migrante, di prossima apertura. Il primo a ricevere il premio, dalle mani di Paolo Odone, presidente della Camera di commercio, è stato Domenico Arcuri, amministratore delegato dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Con i suoi 43 anni, è il più giovane manager alla guida di una società pubblica. Laurea in Economia, cattedra di Organizzazione aziendale avanzata alla Luiss «Guido Carli» di Roma e diversi ruoli ricoperti in aziende internazionali. Un calabrese nel mondo, che, come gli altri, ha saputo portare con sé la laboriosità, l'intelligenza e l'onestà della «Gente di Calabria».