Tutti i viaggi della giunta giramondo

(...) della Regione, pardon: della regione, all’estero. E lei non l’ha deluso. Anzi, è andata oltre le più rosee previsioni, anche se in qualche caso è stata costretta a delegare a colleghi di giunta e funzionari dell’istituzione. Comunque, in poco più di un anno, Margherita-globetrotter e i suoi delegati hanno consumato valigie e borsoni, in quantità industriale, senza contare i flaconi di crema da sole, indispensabile per la maggior parte delle destinazioni frequentate. In Libia, ad esempio, dove Burlando e accompagnatori si sono recati a settembre 2005 e aprile 2006. Lì, a due passi dal deserto, i dardi infuocati non fanno sconti, solo vittime. Bisogna proteggersi, per mantenersi lucidi e spiegare ai tre milioni di libici (oltre il milione e mezzo di immigrati clandestini in procinto di imbarcarsi per l’Italia) le caratteristiche dell’ospitalità della Regione, pardon: della regione. Ma il sole batte forte anche in Brasile, dove il vicepresidente della giunta con delega alla cooperazione internazionale, Massimiliano Costa - lui che nicchia se gli parlano di sostituire, nel caso, Marta Vincenzi al parlamento europeo - si è rassegnato a dimorare nell’estate dello scorso anno, a condizione che non gli facessero perdere l’omelia domenicale. Costa, memore delle trascorse esperienze di vicepreside di istituti alberghieri, non ha detto di no, ma ha preteso che la terra del samba fosse solo un episodio. Il testimone è tornato nelle mani della Margherita (Bozzano, s’intende, non il partito di Costa). E così l’assessore turistico ha macinato chilometri e ore di volo: inevitabile un salto in Cina (con il suo presidente, il collega assessore al Commercio equo e solidale Renzo Guccinelli e relativi accompagnatori), poi una puntatina a Parigi, e di nuovo nel Celeste Impero, a Shaghai, fino a sbarcare a Miami. È storia di oggi. E giù crema solare. Solo un ricordo le toccate-e-fughe di Margherita a Bruxelles, a luglio 2005 e marzo 2006. Nel frattempo, dove non arriva la Bozzano, arriva qualcun altro del palazzo, per tenere viva la fiamma dell’ospitalità ligure all’estero. Costa, nell’estate 2005, non ha fatto difficoltà a raggiungere Bruxelles una settimana dopo la collega. Né hanno fatto difficoltà il «ministro dell’Economia» G.B.Pittaluga, in Bulgaria (novembre 2005, un freddo boia in quell’albergo standard sovietico), e l’assessore al Lavoro Enrico Vesco che ha accompagnato Burlando e i soliti accompagnatori in Uruguay nella convinzione di innescare un flusso in senso inverso di viaggiatori uruguagi. Ne dubitano il capogruppo di An, Gianni Plinio, e il consigliere azzurro Matteo Rosso che si riservano di ricorrere alla Corte dei conti: «Questo è vero e proprio turismo politico - tuona Plinio - Io, da assessore al Turismo non mi sono mai sognato di fare il giramondo a spese del contribuente. Ora, invece, a viaggiare sono i membri della giunta, mentre a pagare sono i cittadini. Una vergogna! Ne dovranno rendere conto in aula e davanti alla magistratura contabile».