Tutti i vip da Woodcock: "Mai subito ricatti"

Potenza - Tra vip in procura, barche che scottano e Csm, la partita di Vallettopoli si gioca su più tavoli. Ieri a Potenza sono sfilati davanti al pm Henry John Woodcock l’attore Raoul Bova, l’imprenditore Diego Della Valle, le modelle Nina Moric e Fernanda Lessa, l’imprenditore Tommaso Buti e infine Loredana Lecciso. Mentre le voci sul video che «immortalerebbe» la misteriosa crociera con cocaina, ragazze, un trans e un politico al largo di Capri hanno indispettito gli inquirenti. Che non escludono a questo punto di aprire un fascicolo sul caso per appurare la consistenza dell’indiscrezione e, se si trattasse invece di una polpetta avvelenata, individuarne i responsabili. Intanto dal giallo si dissocia ancora una volta Leila Virzì, indicata inizialmente come una delle ragazze a bordo dello yacht di proprietà di un ingegnere napoletano. La ragazza ha dato mandato all’avvocato Piervito Bardi (il presidente della Camera penale di Potenza che fu arrestato su ordine di Woodcock durante un’operazione spettacolare, con l’elicottero che girava rasente i tetti e le telecamere delle tv già pronte) di «ribadire la sua totale estraneità dalla vicenda all’attenzione degli organi di stampa nonché dall’indagine a carico del signor Corona e altri». In effetti dalla procura si smentisce che la starlette sia mai stata interrogata, convocata o in qualche maniera sfiorata dalle indagini fin qui svolte.Ma è probabile, a questo punto, che i magistrati lucani vogliano sentire direttamente la versione della donna sul caso che ha riacceso i riflettori - e le polemiche - su Vallettopoli.

Dopo il caso-Sircana le secche smentite di alcuni importanti esponenti politici, che si erano sentiti in qualche maniera tirati in ballo dalla storia tutta da verificare di questa crociera proibita, sono l’ultima cosa di cui aveva bisogno la procura lucana. Che ha già le sue gatte da pelare con Roma, dove oggi al Csm la prima commissione comincerà l'analisi delle audizioni della scorsa settimana per valutare, successivamente, se avviare i trasferimenti d’ufficio per i magistrati del capoluogo della Basilicata coinvolti nell’inchiesta di Catanzaro e per quelli di Vallettopoli. Potrebbe avere un peso nel procedimento avviato a Palazzo dei Marescialli anche l’esito del riesame (oggi per Riccardo Schicchi e per Marco Carboni, il 28 per Fabrizio Corona), a seconda che avalli o indebolisca il teorema del pm.

Di certo le voci di un video considerato compromettente, rilanciate tre giorni fa dal Corsera, a Potenza giravano da molto tempo: un piccolo settimanale locale a distribuzione gratuita, Controsenso, già il 16 dicembre dell’anno scorso, in occasione della prima fuga di notizie a inchiesta ancora in corso, aveva accennato all’ipotesi che si indagasse «su un misterioso video con un altro grosso politico protagonista, girato su una barca». Quanto basta perché, mentre il segretario Radicale Daniele Capezzone invita il personaggio interessato a «dire la verità», a palazzo di giustizia si ritenga necessario fare al più presto chiarezza su un capitolo comunque delicatissimo.

Intanto dagli interrogatori di ieri sembrano cadere le ipotesi di estorsione a danno di Raoul Bova e Diego Della Valle. L’attore, rimasto negli uffici al quarto piano per pochissimi minuti, ha lasciato il palazzo di giustizia piuttosto seccato: caduto dalle nuvole quando gli sono state mostrate delle foto ritrovate in un computer della Corona’s, ha detto di non aver mai ricevuto né ricatti né richieste di denaro per ritirarle dal commercio: «Ho confermato a Woodcock - ha spiegato Bova - che non ho mai ricevuto pressioni da nessuno in quanto non ho nulla da nascondere». Anche mister Tod’s ha ribadito di aver comprato quelle immagini di sua volontà nonostante non fossero compromettenti, invitando i politici ad «accelerare le leggi per la tutela della privacy». Nina Moric, indagata per riciclaggio, ha sostenuto con gli inquirenti la sua estraneità dall’accusa, dicendosi «amareggiata ». In particolare, la moglie di Fabrizio Corona avrebbe portato documenti che dimostrerebbero che non è mai stata in Svizzera, e che dunque non potrebbe aver «esportato» soldi per conto del marito. Nessun commento da Fernanda Lessa (indagata per favoreggiamento: avrebbe rivelato a un indagato dell'inchiesta in corso) e da Loredana Lecciso. Ma se qualcuno si chiama fuori dal giro delle vittime dei fotoricatti, altri nomi potrebbero spuntare. Tra questi quello di una Swarovski: se ne sarebbe parlato nel corso dell'audizione di Tommaso Buti.