Tutti gli «incroci sonori» della chitarra di Rosenwinkel

Al Teatro Dal Verme di Milano si è concluso il secondo Festival Internazionale Incroci Sonori. Ha presentato cinque concerti con musicisti provenienti da Belgio, Olanda, Polonia, Giappone, Argentina e Stati Uniti: un caleidoscopio pregevole, che nello stesso tempo ha convinto gli organizzatori a far leva un po’ meno sul termine jazz e a preferire quello più appropriato di incroci sonori, appunto, evitando certi mugugni non lievi dell’anno scorso. L’ultimo concerto, affidato al chitarrista Kurt Rosenwinkel in quartetto con il sorprendente pianista Aaron Parks (23 anni), Joe Martin contrabbasso e Jochen Rueckert batteria è risultato il migliore e il più jazzy. Rosenwinkel ha nel pedigree un passaggio dal rock al jazz per cui ha maturato uno stile nitido, leggibile e nello stesso tempo consapevole del giusto rapporto fra scrittura e improvvisazione che è un fattore portante del jazz più efficace. Ha proposto sei lunghi brani accolti con applausi crescenti.