Tutti insieme per dare un calcio alla Sla

«Non saremo lì per fare processi o insinuazioni, noi possiamo soltanto aiutare a capire una malattia infida come la sclerosi laterale amiotrofica, la Sla, e a promuovere la ricerca. Il convegno può dare un contributo, magari piccolo, ma importante, e far capire che tutti assieme possiamo dare qualcosa». Lo ha detto l’assessore allo sport e alla promozione sociale Giulio Torti ieri, durante la presentazione del convegno «Un calcio alla Sla» che, aperto dal presidente Alessandro Repetto, si svolgerà domani alle 15 nel salone del Consiglio provinciale a palazzo Doria Spinola, alla presenza fra gli altri del procuratore Raffaele Guariniello, di Chantal Borgonovo, moglie dell'ex centravanti Stefano Borgonovo colpito dalla Sla, e dei massimi esperti del settore medico-scientifico sulla sclerosi laterale amiotrofica. C’era anche uno degli organizzatori, Fabrizio Calzia: «Di Sla si parla tanto, ma si sa ancora poco, e questo convegno non è destinato solo alla gente comune che vuole conoscere lo stato delle cose, ma anche agli addetti ai lavori. È per questo motivo che tra gli oratori ci sono medici e ricercatori del settore, oltre a Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto di Torino. È lui che ha sollevato il coperchio, imbattendosi nel numero che testimonia la grande incidenza della Sla sulla popolazione dei calciatori».
I relatori del convegno saranno Raffaele Guariniello, Chantal Borgonovo, Adriano Chiò del dipartimento di neuroscienze dell’università di Torino, Franco Henriquet, presidente dell’associazione Gigi Ghirotti (che tra l’altro il 25 novembre inaugurerà la nuova struttura per i malati di Sla), Claudia Caponnetto, dirigente medico clinica neurologica II dell’università di Genova, Letizia Mazzini, clinica neurologica dell’università Avogadro di Novara, Enrico Castellacci, responsabile dello staff medico della nazionale di calcio, Massimiliano Castellani, giornalista di Avvenire. Infine, il presidente di Aisla Mario Melazzini, medico e affetto da Sla.