Tutti laureati con la riforma

da Milano

Mai più senza laurea. Una regola inderogabile per i futuri giornalisti, come per tutti gli aspiranti professionisti, insieme all’obbligo del tirocinio, da svolgere sotto la supervisione di un tutor. Sono questi i punti chiave della riforma dell'accesso alle professioni e i relativi esami di Stato, approvata ieri dal Consiglio dei ministri. Il decreto interessa un milione e 800mila professionisti iscritti agli albi, numero - ha precisato Letizia Moratti, ministro dell'Istruzione - che è aumentato negli ultimi 10 anni del 30%. «Il sistema - ha aggiunto - sarà selettivo ma più snello ed aperto per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale. Chiunque sia dotato di capacità e voglia di studiare ed abbia fatto l'università ed un breve ma serio tirocinio può superare gli esami di Stato e diventare un professionista, indipendentemente dal ceto sociale o dalla famiglia di provenienza». Il tirocinio potrà essere svolto presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli ordini professionali, attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni; è previsto anche lo svolgimento durante il percorso di studi, concluso da una verifica del percorso formativo. La durata è di sei mesi tranne per ingegneri, psicologi e consulenti del lavoro per i quali il tirocinio è fissato in un anno. Inoltre, la laurea triennale diventa obbligatoria per consulenti del lavoro, geometri, periti agrari, agrotecnici, periti industriali e giornalisti. «Su richiesta dell'ordine - ha detto Letizia Moratti - abbiamo voluto elevare il titolo di studio dei giornalisti prevedendo una base formativa universitaria». E si prevede anche l'anticipo dal 2008 al 2006 dell'obbligo della laurea per il dottore commercialista ed esperto contabile. La riforma, che ora passa all'esame del Consiglio di Stato prima della definitiva approvazione da parte dell'esecutivo e che dovrebbe quindi entrare in vigore già dal prossimo anno, «assicura un puntuale e forte raccordo tra il percorso formativo e gli sbocchi professionali», ha affermato Letizia Moratti. Il decreto, messo a punto da una commissione mista formata da rappresentanti dell'università e dei professionisti, prevede anche lo schema di regolamento che aggiornerà la struttura delle prove dell'esame di Stato - «per renderli più trasparenti e qualificanti», ha spiegato il ministro - nonché la composizione delle commissioni esaminatrici e le modalità di svolgimento. Ad esempio, le prove si terranno esclusivamente presso sedi universitarie: è stato introdotto l'anonimato e consentito, dove possibile, l'uso delle moderne tecnologie. Per rendere più facile la transizione, sono state inoltre inserite delle norme transitorie atte a garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni.