Tutti paparazzi a Calizzano per due modelle (con i veli)

Una giornata riservata agli appassionati di fotografia porta scompiglio nella località dell’entroterra savonese

Paolo Bertuccio

C'è un sorrisino malizioso sulla bocca della signorina addetta all'accoglienza turistica. Lo sa anche lei che sul paesino, in questa domenica di sole, si sta abbattendo un potenziale ciclone, anzi due. Ufficialmente, però, non sa dirci nulla: non si tratta di un'iniziativa istituzionale, il Comune non c'entra. Le voci, però, quelle voci che girano incontrollate e si gonfiano a dismisura passando di persona in persona, le ha sentite anche lei. La sostanza è che due splendide ragazze si sono arrampicate fin qui a Calizzano, nell'entroterra savonese, per farsi fotografare pubblicamente, con o senza veli. Proprio così: donne nude, se si vuole semplificare in due parole tutta la faccenda. Ma è a questo punto che quintali e quintali di domande sorgono spontanee. Perché? Per conto di chi? Sarà uno scherzo? È una singolare trovata pubblicitaria? Ci sarà una fila interminabile di allupati di ogni età con la macchinetta usa e getta nelle mani tremanti per l'emozione? Cosa ne penserà la gente del posto? Comunque la si giri, è una curiosa situazione.
Sarebbe bello indagare a fondo, ma la curiosità dura solo pochi minuti, e la risposta si manifesta nella forma di un signore con barba bianca e Reflex al collo. Piacere, Raffaele, fotografo dilettante. Cercate «quelli delle donne nude»? Seguitemi, ma non aspettatevi niente di pruriginoso.
Nel giardino sul retro di una palazzina, tutte le ipotesi più fantasiose vanno a farsi friggere. Altro che situazioni torbide, altro che pornografia en plein air. Le modelle ci sono e sono belle da mozzare il fiato, ma i centimetri quadrati di pelle esposta, almeno in questo momento, sembrano decisamente sotto il livello di guardia. Davanti a loro, una schiera di serissimi fotografi con macchine di tutto rispetto. Benvenuti al laboratorio organizzato dal sito fotografionline.com: una giornata riservata agli appassionati di fotografia, che possono sentirsi professionisti per un giorno lavorando con vere fotomodelle. Tutto fatto con compunzione, come fotografi veri. Questa la spiegazione di Massimo Bernardinello, uno degli organizzatori. Nessun occhio da pesce lesso, tra la quindicina di aspiranti Helmut Newton, tra cui spicca una signora di Genova. Sola in mezzo ai signori a fotografare delle signorine? «Per forza, e dove si trovano modelli maschi? E poi non mi piacerebbero neanche, tutti palestrati come sono».
D'accordo, non è quello che tutti si aspettavano, ma il contesto, tutto sommato, è divertente. Innanzitutto per via dei curiosi che si assiepano alle finestre delle case circostanti: per una volta lo splendido panorama di Calizzano passa in secondo piano, soppiantato dalle forme della veronese Cristiana e di Hermina, rumena trapiantata in Toscana. Secondariamente, perché ad ogni cambio d'abito le ragazze sono sempre meno coperte, finché Massimo non annuncia una serie di scatti «un po' più glamour». È a quel punto che i balconi si assiepano: Hermina e Cristiana si concedono agli scatti in topless, ed è francamente difficile restare indifferenti. Chiediamo lumi a Massimo: nudo artistico, erotismo o che altro? «Nudo artistico, ci mancherebbe. Le pose non sono mai volgari, e l'abilità del fotografo sta nel cogliere la bellezza del corpo. Si tratta, per intenderci, di evitare di invadere il campo dei calendari da autofficina, quelli sì piuttosto volgarotti».
L'allegra combriccola si trasferisce nella via principale del centro storico. Le bellissime si sono ancora cambiate (a proposito: il loro improvvisato camerino è una stanzetta all'interno di un'officina, con tanto di trasparentissima porta a vetri. Roba da film con Alvaro Vitali). È la volta di due completini estivi abbastanza eleganti ed azzeccati da creare lo scompiglio tra i divertiti passanti. C'è un bambino abbastanza furbo da chiedere di farsi fotografare con le ragazze, che acconsentono divertite. Un po' più imbarazzato un ragazzo che viene spinto quasi a forza tra Cristiana ed Hermina: glielo presentano come il sagrestano della parrocchia. «Cercate di portarlo fuori dalla retta via», si raccomanda un anziano. Un quarto d'ora di assoluta, fracassona goliardia paesana, poi tutti a pranzo alle Giaire, un agriturismo locale.
A tavola cade, con grande sollievo da parte dei profani, un luogo comune sull'appetito quasi inesistente delle modelle: Hermina e Cristiana dimostrano di apprezzare la cucina casalinga. Vien fuori che la ragazza di Verona fa parte del seguito di Valentino Rossi: ad ogni gran premio, la si può vedere dalle parti dei box, oppure a tenergli il parasole sulla griglia di partenza. Oggi qui, domani là; un giorno ad Assen, l'altro a Calizzano. Così va il mondo, per le bellissime. Ma è proprio una bella vita o qualche volta vien voglia di mollare tutto? «No, mai. Basta essere serie ed organizzate». Sarebbe bello approfondire, ma non c'è tempo. Oggi pomeriggio nei boschi c'è una bellissima luce. E stavolta i veli potrebbero anche cadere tutti quanti.