Tutti pazzi per «Hello Kitty» in salsa pop

MilanoS’intitola Hello Kitty the Show, ma Kitty dov'è? C’è e non c’è, appare e scompare, entra nei sogni e negli incubi delle adolescenti, si materializza sul palcoscenico nei momenti clou della favola cyber punk ma non è lei, la celebre mini geisha zoomorfa con la testa da vezzosa gattina, la protagonista del tanto atteso musical, tutto made in Italy, che ha debuttato in prima mondiale al Teatro Nuovo di Milano. È relegata al ruolo di comparsa, di musa ispiratrice, certo, ma pur sempre comprimaria di uno show che piacerà alla generazione High School e molto meno alle bambine. E che la sera della prima è stato applaudito da tutti, anche da Simona Ventura e Jo Squillo, Cristina Chiabotto e Ludmilla Radchenko. Perché qui non si racconta, cantando e ballando, l’epopea del famoso personaggio nipponico di cartone nato trentacinque anni fa come Kitty White, e diventato col tempo un’icona pop senza limiti d’età, adorata da insospettabili dive come Cameron Diaz, Mariah Carey, Jennifer Lopez, Lady Gaga, vestita da stilisti glamour come John Galliano della maison Dior, rivestita di diamanti in una versione artistica da sessanta milioni di euro, eletta persino ambasciatrice Unicef per i diritti dell’infanzia e ambasciatrice del ministero del Turismo giapponese nel mondo.
Qui, nel musical diretto da Toto Vivinetto, è tutta un’altra storia. Quella di tre ragazze come tante (Marina Maniglio, Selene Scarpolini, Tania Tuccinardi), con un’ambizione comune: entrare nella fabbrica dei sogni e diventare Kitty Girls, realizzare cioè le proprie aspirazioni e diventare come lei simbolo di armonia, grinta, simpatia e vita in technicolor. Muovendosi tra pirotecniche scenografie popfuturiste degne del miglior musical di Broadway (sono di Giò Forma studio), musiche martellanti che spaziano dal rock al teen pop, dal punk alla disco dance firmate da Fabio Serri, e venticinque ballerini e cantanti, si ritrovano a Minimaltropolis, una città grigia dove regna l’omologazione e l’assenza di colore. A salvarle dall’incubo ci penserà proprio Kitty, per la prima volta personificata, che, nonostante il titolo del musical, pochissime volte però appare in scena.
Comunque vada The Hello Kitty Show, un musical prodotto da Poltronissima da tre milioni di euro, sarà un successo: sono già diecimila i biglietti venduti per le repliche milanesi, anche tre in un sol giorno, in calendario fino al 27 febbraio, prima che Kitty vada in tournée in Italia fino a maggio e poi parta per il giro del mondo, dall’Olanda alla Russia, dalla Germania alla Gran Bretagna dove sarà la prima compagnia italiana a debuttare nel West End di Londra, portando con sé un messaggio universale: care ragazze, ricordatevi che i sogni non hanno forma ma sono semplicemente una libera energia di colore e fate vostra ogni occasione perché non sapete cosa accadrà domani.