Tutti pazzi per i cani: al box-office Usa spopola un chihuahua viziatissimo

Da tempo la razza canina anima il grande schermo con successo. Il cane è il migliore amico dell’uomo, però non basta più metterlo al centro di teneri racconti. Oggi ci vuole il contesto superlusso di Beverly Hills e un pizzico di “caninamente corretto”<br />

Roma - Sono trascorsi quarant’anni da quando la vamp Abbe Lane si muoveva felina in tv, sulle note del maestro e marito Xavier Cugat, tenendo stretta al seno un minuscolo, esotico chihuahua. Questa razza canina, di origine messicana e non molto diffusa da noi, torna ora alla ribalta con “Beverly Hills Chihuahua”, l’ultimo film Disney firmato da Raja Gosnell (nella sale dal 13), dove la viziatissima Chloe, cagnolina chihuahua fornita di costosi gadget, tra i quali un collare tempestato di diamanti, vive nell’esclusivo quartiere di Beverly Hills, scimmiottando l’ereditiera Paris Hilton.

Le giornate del quadrupede sono scandite da visitine alla spa per cani, shopping selvaggio e sedute dal massaggiatore. Ma tutto cambia quando Chloe, abituata agli ozi dorati della California, si perde nel deserto del New Mexico. Zero boutique, neanche a pagarle oro.

Per fortuna, l’aiuterà Delgado, pastore tedesco di buon cuore, al quale si accoda (è il caso di dirlo) il bastardino Pepi. Così anche il “caninamente corretto”, con i tre cani tutti insieme appassionatamente, irrompe nel mezzo di questo film per famiglie, recitato dal “ pesce di nome Wanda” Jamie Lee Curtis, Piper Perabo (doppiata da Myriam Catania) e Manolo Cardona (doppiato da Luca Argentero). Intanto, c’è già chi stila la “top dog”.