Tutti pazzi per i giochi: dall’inizio dell’anno già spesi 17,6 miliardi

Gli italiani giocano sempre di più alla faccia della recessione economica o proprio perché cercano di ingrassare il portafogli grazie a un colpo di fortuna e di abilità. I numeri sono eloquenti: nel primo quadrimestre del 2009 hanno investito 17,6 miliardi in un settore sul quale il sole non tramonta mai, l’anno scorso si erano fermati a 16, la differenza è pari al 10%. A fine anno il mercato dei giochi dovrebbe aggirarsi sui 52-53 miliardi trasferendone una decina all’erario, pari al 20% della raccolta globale. È il tesoretto che serve a finanziare lo sport (470 milioni al Coni, 150 all’Unire) e tappare i buchi degli eventi imprevisti come il terremoto in Abruzzo. Il significato sociale non è indifferente. Basta che i politici non pensino ai giochi come a una miniera inesauribile di risorse. La decenza ha un limite.
La raccolta da gennaio ad aprile ha fatto segnare un autentico boom del SuperEnalotto che ha registrato una crescita del 33,5% passando da 617,4 a 824,2 milioni di euro. Nessuno ha fatto meglio. A proposito: il montepremi di oggi sarà superiore a 60 milioni. A guidare però la classifica degli incassi sono sempre gli apparecchi da intrattenimento, quelli posizionati nei bar per intenderci, con una raccolta di oltre 700 milioni superiore al primo quadrimestre 2008 (da 7.225 a 7.931) e un aumento di quasi il 10%. In flessione il lotto, le cui fortune sono legate al ritardo di alcuni numeri storici. Vanno benissimo, invece, le lotterie con una raccolta di 3.248 milioni rispetto ai 3.270 dell’anno scorso: +6,67%. Ancora meglio gli Skill Games, trascinati dal poker online: a gennaio la raccolta era stata di 141,6 milioni, ad aprile s’è arrampicata fino a quota 188, in crescendo i dati di maggio.
I giochi a base sportiva hanno doppiato quelli ippici (1.585 milioni contro 743) aumentando a dismisura il gap fra i due prodotti: nel giro di un anno i primi sono cresciuti dell’8,68%, i secondi sono calati di oltre 15 punti. Vedremo se l’apertura di altri 500 punti sul territorio nazionale migliorerà il movimento delle scommesse sui cavalli che paga la mancanza di strategia politica e risente ancora della serrata autunnale. Nel frattempo la liberalizzazione dei palinsesti incrementerà l’appeal delle offerte in campo sportivo che ha poco da invidiare al modello inglese. In fase calante il Bingo (-15,26%) con una riduzione del fatturato di quasi 100 milioni.
In aumento esponenziale il gioco on line: 1.173 milioni la spesa nel primo quadrimestre con un incremento abissale, superiore al 250%, rispetto allo stesso periodo del 2008. Ma lo scorso anno non c’erano gli Skill Games, con particolare riguardo al poker, che hanno subito preso la testa con 654 milioni in questa speciale classifica elaborata da Agicos. Al secondo posto le scommesse sportive con 449 milioni, pari al 29% di tutta la raccolta fisica e telematica. Lontanissimi gli altri: al terzo posto il Gratta & Vinci ha fatto registrare un volume di appena 29,5 milioni.