«Tutti in piazza se salvano Moratti e il Milan»

Cobolli Gigli: «Nedved continuerà». Oggi il cda della società: sul tavolo le sostituzioni di Bettega e Tardelli

da Torino

Giorno di Consiglio di amministrazione, in casa Juve. Nulla di straordinario, gli addii si sono già consumati: prima quello di Tardelli, che il 14 giugno scorso diede le dimissioni perché «non è cambiato nulla e non mi lasciano lavorare», poi quello di Bettega il cui contratto di consulenza, in scadenza il 30 giugno, non sarà rinnovato.
L'ordine del giorno prevede quindi semplicemente l'esame del budget, da presentare entro fine mese al governo del calcio. Dopo di che, è ovvio, i consiglieri discuteranno anche della sostituzione di Tardelli: nulla sarà deciso in tempi brevi, ma resta in pista l'ipotesi Cabrini. In quanto al post Bettega, l'ipotesi più probabile vede sempre Oreste Cinquini in pole position: ufficialmente l'ex braccio destro di Ranieri ai tempi della Fiorentina potrebbe ricevere l'incarico a settembre.
Se poi Cinquini verrà «bruciato» per qualche motivo, in pista ci sono anche Baldini (ex Roma e prossimo ex Real Madrid) e Sartori (Chievo). «Sostituire Bettega? Sono convinto che, coordinati da Blanc, Ranieri e il ds Secco porteranno avanti il calciomercato», ha detto ieri il presidente Cobolli Gigli. Come dire che l'ex tecnico del Parma, appena arrivato, ha già acquisito quei poteri negati a Deschamps in primavera.
Cobolli si è poi detto certo che «Nedved sia determinato a giocare almeno il prossimo campionato: non dovremo fare nulla di particolare, se non dimostrargli la grande stima che abbiamo per lui».
Va infine segnalata un'altra iniziativa dell'associazione «GiuleManidallaJuve» che ieri, tramite comunicato stampa, ha minacciato la mobilitazione di massa degli juventini: il caso che riguarda Milan e Inter dimostra che la giustizia non è uguale per tutti, sostiene il comitato dei tifosi bianconeri, pronti a scendere in piazza «per chiedere alle istituzioni di garantire l'uso di una giustizia sportiva equa, degna di uno Stato di diritto e rispettosa della passione della gente» a proposito della vicenda dei falsi in bilancio riguardante Inter e Milan.