Tutti rispondono ai telefoni bianchi

Cinema italiano di ieri, cinema italiano di oggi: il dibatitto continua. Regista per Totò, produttore per Fellini, Turi Vasile indica che il cuore antico (e gayo) del neorealismo pulsava in pieno fascismo, poco dopo il Concordato, nel film Ragazzi di Perilli (1933). Figlio del fondatore della Mostra di Venezia, Giovanni Volpi è lieto che grandi registi infine prendano atto della crisi del nostro cinema: è il primo passo per porvi rimedio. Sceneggiatore di Mediterraneo (1991, Oscar) e regista di El Alamein (2003), Enzo Monteleone dichiara la sua passione per i grandi fatti della storia, quando altri registi di mezz’età si danno al genere «due camere e cucina». Patriota di sinistra - nel suo Tepepa (1968) il rivoluzionario Thomas Milian impugnava il tricolore quando sconfiggeva il reazionario Orson Welles - Giulio Petroni evoca per contrasto il neorealismo mélo di Giuseppe De Santis, col quale fece apprendistato. Ribelle prima che regista, ma anche inquisitore prima che avvocato, Pasquale Squitieri fa una requisitoria delle sue. Grande è il disordine sotto il cielo, quando si agitano idee.