Tutti scontenti, ma chi protesta?

Caro Lussana, le scivo per manifestare il rammarico che provo osservando come le istituzioni che governano la nostra regione, la provincia e il comune di Genova, le forze politiche di opposizione, l’autorità portuale, l’associazione industriali, la stampa locale e gli abitanti della città si siano, a mio avviso, colpevolmente acquietati dinnanzi al governo nazionale sulle importantissime questioni del terzo valico ferroviario e del nodo autostradale di Genova, opere indispensabili per cercare di fare uscire la città dal suo isolamento emarginante.
Per tutti gli attori di questa commedia ho volutamente non utilizzato le lettere iniziali maiuscole, come il buon lessico insegnerebbe, in quanto, a mio giudizio, assolutamente immeritevoli. È inequivocabile che a Genova manchino gli spazi per gli insediamenti portuali e le attività connesse. La costruzione di una via ferroviaria «dedicata» a velocemente trasportare al di là degli Appennini la merce containerizzata in appositi retroporti per le successive lavorazioni, situati in provincia di Alessandria ed una nuova gronda autostradale e nuovi svincoli di entrata e di uscita dal porto della merce autotrasportata, sono necessità inderogabili per far vivere e crescere la città e non hanno colore politico.
Esaminiamo quello che in ordine a queste cose attualmente si verifica:
Regione. Ha accettato la cancellazione del terzo valico dalle priorità nazionali imposta dal governo. Chissà se la nuova gronda autostradale farà la stessa fine. Si potrebbe rispondere al ministro delle Infrastrutture che se mancano i soldi li si potrebbe chiederli in prestito, a tasso zero e con scadenza indefinita, alle istituzioni internazionali. Credo che abbia una buona professionalità per questo.
Provincia e Comune. Pur essendo attori importanti su questo palcoscenico, stanno, come si dice, allineati e coperti. Non fiatano per non disturbare il manovratore! Dovrebbero invece, ogni giorno, agitarsi, fare istanze al governo, andare a Roma, promuovere manifestazioni e sit-in. Al sindaco questo non conviene, è in scadenza il prossimo anno e le forze politiche che lo sostengono hanno da pensare alla sua sostituzione. Altro che infrastrutture!
Forze politiche di opposizione. Scomparse! Qualche timido, raro accenno di attenzione, poi più nulla. Pensare che il merito di aver rimesso sul binario giusto, con il precedente governo, il terzo valico e la gronda autostradale è di Biasotti! L’ultima notizia che ho avuto di Biasotti, tramite il Giornale, è che presenzia sempre alla messa domenicale delle 11 nella chiesa di Boccadasse. Probabilmente Biasotti lavora molto su queste questioni in Regione. Certo è che nessuno lo sa!
Autorità portuale e Associazione industriali. Dovrebbero ogni giorno congiuntamente gridare il loro sdegno e cercare di smuovere le acque stagnanti della politica. Sicuramente sanno quanto queste opere pubbliche sono importanti, ma non desiderano scontrarsi con il Potere centrale per opportunismo economico ed ideologico. Litigano fra di loro e con le istituzioni pubbliche se fare un riempimento là, un molo lì, liberare quello spazio o l’altro, partecipano a commissioni miste che nulla decidono, quando l’Affresco di Piano dovrebbe già aver avuto via libera e procedere con priorità assoluta.
Gli abitanti della Città. Stanno bene così. Ha mai sentito di qualche voce fra coloro che, per esempio, abitano in via San Bartolomeo del Fossato, all’imbocco dell’autostrada, casello Genova Ovest, lamentarsi per l’insopportabile sequenza di camion che giornalmente transitano sotto le loro finestre, sommergendo la zona di puzzo e rumore? A mio avviso dovrebbero bloccare la viabilità ogni giorno per sollecitate i politici a risolvere il problema. Nessun sit-in, comitato, protesta, salvo poi lamentarsi che il lavoro in città manca e le prospettive per i figli si riducono. In tutto questo andazzo negativo rilevo con grande piacere che due importanti opere pubbliche procedono. Il rifacimento della copertura del torrente Bisogno e il Metrò. Ho letto che per il Bisagno ci sono solo quattrini per coprire i lavori sino al 2008, nonostante ciò si continua a lavorare di buona lena. Così occorre fare! Andiamo avanti, sicuramente le risorse mancanti si reperiranno se sapremo con determinazione presentare nel seguito al governo centrale le nostre istanze.