Tutti a scuola di Hara yoga anche i carcerati di Bollate

Ai bambini dell’asilo lo yoga diverte moltissimo, ai loro fratelli più grandi, già alle elementari e alle medie, forse ancora di più. Per i detenuti del Carcere di Bollate è ormai un appuntamento fisso (con cadenza settimanale) e intoccabile. Nella fascia tra i 18 e i 25 anni sembra quasi una tendenza che, se fino a qualche anno fa circolava principalmente tra le ragazze, oggi è diventata una moda unisex e in voga anche tra i 35enni. Il filo conduttore che accomuna, lega e coinvolge un gruppo così vario di persone - al quale, tra l’altro, chiunque potrebbe aggiungersi - è l’Associazione Hara Yoga.
Nata nel 1997, l’organizzazione si propone di diffondere e promuovere, senza fini di lucro, una disciplina che insegna a trovare un corretto equilibrio tra stimoli e pensieri, azioni e posture, con se stessi e con gli altri, in ogni ambito della vita quotidiana.
Diffidenti? Curiosi? Interessanti? Per sfatare ogni dubbio, per scoprire e sperimentare di persona l’Hara Yoga, senza vincoli di alcun tipo, ecco l’occasione giusta: «E-Vento 1».
Dal 19 al 21 settembre, in zona Savona, il dojo Sheegana (per i riferimenti, consultare il sito www.harayoga.it) invita tutti a festeggiare il suo 21° anniversario. Tre giorni di serate, incontri e prove gratuite insieme al Maestro Giò Fronti, agli insegnanti e a chi lì, nel dojo - letteralmente: luogo ove si pratica la via - è di già casa. Sarà una scoperta quantomeno originale, un’avventura molto rilassante all’interno di un mondo che cammina a piedi nudi sul tatami, cioè la pedana dove si svolgono gli esercizi.
Certo può sembrare strano presentarsi a un «compleanno» non solo a mani vuote, ma per di più ricevendo un regalo dal festeggiato. E invece è tutto normale, perfettamente in linea con lo spirito di questa «eclettica disciplina», come la definisce il maestro Giò Fronti, fondatore dell’Hara Yoga. Per lui e per tutti i membri dell’associazione questa pratica rappresenta uno stile di vita personale all’interno di un cammino aperto e utile a tutti. A dimostrarlo, sono le scuole milanesi e il carcere di Bollate che, utilizzando l’Hara Yoga come metodo educativo e di intervento terapeutico, hanno ottenuto ottimi risultati.