Tutti per il Terzo Valico: la città che dice sì

MLa spedizione dei mille: tanti erano ieri mattina, in centro città, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, colletti bianchi e colletti blu, manager e sindacalisti, e anche qualche «imbucato», ben gradito, della cosiddetta società civile o maggioranza silenziosa che dir si voglia. Tutti insieme, inquadrati e coperti, e soprattutto concordi, a manifestare ordinatamente in corteo, attenti a non provocare disagi al traffico, ma anche risoluti a sostenere la realizzazione di un’infrastruttura, il Terzo Valico ferroviario Genova-Milano, la benedetta linea ad alta velocità-alta capacità, che da un secolo e qualche anno è sul punto di partire e, invariabilmente, non parte. L’iniziativa promossa dal professor Carlo Castellano, padre dell’hi tech genovese e del polo tecnologico degli Erzelli, e subito condivisa da Confindustria Genova e dal suo presidente Giovanni Calvini punta a sollecitare il governo a sbloccare l’avvio dei lavori, fermi al palo per motivi di soldi e di contenzioso fra Cociv, il general contractor, e le Ferrovie. Il corteo partito da De Ferrari intorno alle 10 e mezza percorre via Roma e arriva un quarto d’ora dopo davanti alla prefettura. Nel gruppone sono presenti alcuni dei personaggi più noti dell’imprenditoria locale, tra cui il presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi, Davide Malacalza, Stefano Messina, Aldo Spinelli, Massimo Bisagno, il presidente della Camera di commercio Paolo Odone, quello dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, l’assessore regionale Raffaella Paita, l’assessore comunale Pasquale Ottonello, Cino Negri (leader degli Artigiani). Solo una ventina, invece, gli ambientalisti che contro-manifestano con lo striscione: «Parassiti, fatelo con i vostri soldi».
Arrivati a Palazzo Spinola, Calvini, con alcuni imprenditori, il sindaco Marta Vincenzi, i parlamentari liguri Sandro Biasotti, Luigi Grillo, Michele Scandroglio, Enrico Musso, Mario Tullo, il segretario ligure del Pd, Lorenzo Basso, e il sottosegretario alla Semplificazione Franco Belsito incontrano il prefetto Francesco Musolino. Subito dopo, le dichiarazioni ufficiali: «Un’opera fondamentale per risolvere i problemi infrastrutturali di Genova» - dichiara Marta Vincenzi -. Senza il Terzo Valico Genova e il suo porto non saranno collegati a Milano, al Nordovest e all’Europa». Conferma l’onorevole Tullo, anch’egli del Pd, secondo cui «l’opera è indispensabile per l’Italia intera. Il problema, però, è sempre lo stesso: i soldi necessari». A livello trasversale, Tullo e Musso (Pdl) confermano la presentazione di un ordine del giorno in parlamento, nel corso del dibattito sulla manovra finanziaria, per decidere nero su bianco il finanziamento del secondo lotto dei lavori. «Il Terzo Valico, per il governo, è una priorità assoluta come la Tav» assicura il sottosegretario ai Trasporti, Giachino. Che aggiunge: «A Genova ci si dimentica che il Terzo Valico è stato inserito nei progetti europei dal governo Berlusconi. Le manifestazioni vanno sempre bene, ma il governo vuole le infrastrutture». Si fa sentire anche Merlo, insistendo sui ritorni in ambito marittimo-portuale, ma non solo: «Il Terzo Valico rivoluzionerà l’assetto urbano di Lombardia, Liguria e Piemonte - dichiara il presidente di Palazzo San Giorgio -, dando l’avvio a una macro regione importantissima per lo sviluppo per dare competitività al sistema Paese. Dal governo serve il finanziamento di tutti lotti, non solo dello start up. Anche il general contractor chiede sicurezze nel finanziamento per poter partire con i lavori. Il corteo - conclude Merlo - è una manifestazione importante, che ha visto una grande adesione, di alto profilo, un caso unico in Italia, una manifestazione per qualcosa non contro».
Controcorrente il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, che non ha partecipato: «Pur condividendo e apprezzando l’iniziativa - spiega - ho l’impressione che la manifestazione si sia trasformata in un evento mondano e, siccome non sono un uomo di mondanità, non ci sto. Lo dico senza nessuna vena polemica, ma penso che questo non sia il momento delle manifestazioni esteriori, ma di capire che là dove non riesce il governo, imprenditori, istituzioni locali e finanza riescano eventualmente a portare avanti un progetto per la fattibilità di quest’opera che io reputo importantissima».
Resta da dire del giudizio di Marco Desiderato, storico esponente della Dc, oggi nell’Api di Rutelli e autorevole ospite dei salotti buoni dell’economia e della finanza, ma anche dispensatore di consigli ascoltati e (a volte) inascoltati: «Ventuno anni fa mi sono dimesso dall’allora Civ di Peppino Manzitti - ricorda con un pizzico di nostalgia Desiderato - nella convinzione che il mio compito fosse concluso, perché il Terzo Valico era pronto a partire...». Non aggiunge altro, riprende posto in corteo e, forse, chissà, pare proprio che ci voglia credere ancora.