«Tutti uniti a ricordare l’eroico concittadino»

È con grande tristezza che mi accingo a scrivere queste mie riflessioni. È proprio vero che solo il tempo, quando si allentano le fibrillazioni e le tensioni ideologiche, rende il proprio servigio alla verità. Le crude immagini televisive che l’Italia intera ha potuto vedere riguardo alla barbara esecuzione di Fabrizio Quattrocchi in Irak danno uno spaccato purtroppo di come la nostra nazione non ha ancora maturato un patrimonio di valori condivisi. Spero che l’enorme coraggio, la grande dignità testimoniata da Fabrizio nel momento più sconvolgente della propria vita rappresenti una lezione morale di come si possa, anche sul punto di morte, non rinunciare agli ideali in cui si crede e dei quali si fa una propria ragione di vita.
La grandezza di un’uomo si è vista proprio nel non aver avuto paura davanti a individui che, dinanzi a lui, non hanno avuto il coraggio di mostrare il proprio volto. Al contrario Fabrizio Quattrocchi gli ha mostrato una grande tranquillità e forza d’animo nel voler togliersi la benda che gli copriva il viso.
Guardare negli occhi i propri carnefici rappresenta la più alta espressione di esaltazione della propria missione ed è la limpida testimonianza di parole che il Giudice Paolo Borsellino proferì verso un pentito di mafia: «Se un uomo ha paura è come se morisse tutti i giorni, chi non ce l’ha muore una volta sola». Tutto questo per dire che davanti al sacrificio di Fabrizio Quattrocchi che ha esaltato l’amore ed il valore della patria tutti i cittadini di questa nazione dovremmo stringerci intorno a questo nobile attaccamento a valori che devono unirci anziché dividerci. Visto il fango che, da alcune parti importanti dell’opinione pubblica e da diversi intellettuali, è stato gettato sulla liceità della missione in Irak di Fabrizio Quattrocchi non mi importa che gli stessi chiedano scusa. Non è il momento di rivangare a fini propagandistici qualcosa a qualcuno, ricordiamo l’esempio di Fabrizio ed onoriamolo intitolando una via di ciascuna città italiana al sacrificio di Fabrizio Quattrocchi.
Naturalmente quale consigliere comunale di Genova, la Sua città, auspico che in tempi brevi la Giunta ed il Consiglio possano, senza pregiudizi ideologici, trovare la concordia nel rendere il doveroso omaggio ad un giovane genovese che ha reso onore ed esaltato i valori di italianità nel Mondo. Il nome ed il gesto eroico di Fabrizio rappresentano un tessuto connettivo su cui una comunità deve fondarsi. Non perdiamo questa grande occasione. Cordialmente.