Tutto il centrodestra aderisce alla manifestazione organizzata a Roma davanti a Palazzo Chigi da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le autonomie Diecimila siciliani in piazza: vogliamo il Ponte

Il messaggio di Berlusconi: Prodi si oppone alle nostre grandi riforme. Fini: un popolo rivendica pari dignità

Marianna Bartoccelli

da Roma

Quasi diecimila in piazza, con lo slogan «vulimu ’u ponti», e l’adesione di tutta la Cdl regionale e nazionale. Sono arrivati a Roma, guidati da Raffaele Lombardo il leader del Movimento per le autonomie, promotore della manifestazione per sostenere il sì al ponte sullo Stretto, con tanti autobus e auto visto che le Ferrovie non hanno concesso alcun treno speciale.
La presenza dei tanti leader nazionali ha fatto della manifestazione di piazza la prima del centrodestra contro il governo Prodi che si è messo di traverso sulle scelte del passato governo. Lo stesso Silvio Berlusconi ha voluto dare la sua solidarietà, stigmatizzando il no del governo al ponte: «Prodi continua a opporsi a tutte le grandi riforme varate dalla Casa delle libertà, indispensabili per lo sviluppo del Paese. Dice no anche al ponte sullo Stretto, un’opera epocale che unirebbe definitivamente la Sicilia all’Italia, su cui ho personalmente lavorato per cinque anni sino ad arrivare all’appalto dei lavori a una grande impresa nazionale e a ottenere un finanziamento del 20% dell’Unione europea».
È una partita tripla quella che Lombardo, leader del Mpa (il partito siciliano nato da una costola dell’Udc, alleatosi con la Lega Nord per ottenere quorum e 7 parlamentari nazionali), sta giocando attorno alla rivendicazione del ponte. La prima è quella di fare una battaglia che costringa l’esecutivo nazionale a non cancellare tutte le azioni avviate dal governo Berlusconi per la Sicilia. La seconda partita è invece squisitamente politica: grazie alla battaglia per il sì al ponte il suo ruolo nella Cdl non è più solo regionale. La terza partita è tutta interna invece all’Udc, che spera di riaggregare i tanti siciliani che si sono schierati con Lombardo e intendono consolidarsi come partito autonomo «a forte connotazione territoriale» ripete lo stesso Lombardo, soddisfatto dalla presenza sul palco di Salvatore Cuffaro nella doppia qualità di governatore e di vicesegretario nazionale dell’Udc.
La manifestazione di ieri ha richiamato in piazza tutti i parlamentari siciliani della Cdl, da Renato Schifani che ha parlato dal palco a Stefania Prestigiacomo, ma anche i deputati europei (da Musotto a Castiglione), oltre a centinaia di sindaci, e tutti i vertici siciliani dell’Udc e di Forza Italia. Anche la Lega Nord con Angelo Alessandri è intervenuta sul palco. E in piazza sono arrivati anche Gianfranco Fini, Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri.
Il leader di An ha sottolineato come sia la prima volta «che manifesta un territorio e un popolo che rivendica pari dignità e pari diritti» e Alemanno ha proposto al governo siciliano di indire un referendum per fare esprimere tutti i siciliani. Non è mancata la partecipazione del presidente della commissione Difesa, il senatore del centrosinistra Sergio De Gregorio che ha rivelato che esiste una cordata di imprenditori italoamericani pronti a finanziare l’opera. Presente anche Lorenzo Cesa, il segretario nazionale dell’Udc, che insieme a Rocco Buttiglione hanno voluto ribadire la priorità per il partito di Casini dell’obiettivo ponte. Ma non solo: «Torna a casa, Raffaele» ha detto Buttiglione, sottolineando l’intenzione del partito di centrodestra di riaggregare i fuoriusciti, da Lombardo a Rotondi. «Intendo continuare a fare politica sul territorio» è la replica a fine manifestazione di Lombardo, soddisfatto intanto di aver «costretto» l’intero centrodestra a scendere in piazza per il «sì al ponte».