Tutto il fantasy metro per metro

Mappe più che dettagliate, enciclopedie che sciolgono qualsiasi dubbio,
dizionari con migliaia di voci: così gli universi di Tolkien, Rowling
& Co non hanno più segreti

Sono terre ancora da esplorare. Libri, ma anche mondi. Gli animali hanno nomi mai sentiti, fiumi e montagne nascondono incantesimi, le persone non sono comuni mortali, le lingue sono antiche e sconosciute, gli oggetti sono altro da ciò che sembrano. Universi paralleli, come la Terra di mezzo, il mondo di Narnia, Hogwarts: creazioni dell’immaginazione diventate, per milioni di fan, realtà da vivere e da scoprire. Finzioni, certo: ma così precise e strutturate da dare l’illusione della plausibilità, dell’abitabilità, quasi. A volte sembrano perfino più a portata di mano della quotidianità: più accessibili, anche se irreali, perché i loro contorni sono ben definiti, i confini già tracciati, non da Dio, ma da altri uomini.

Il mistero è il loro segreto: attrae, spinge ad approfondire, a cercare nuove chiavi per entrare e mappe per orientarsi. I lettori diventano esploratori, e allora hanno bisogno di cartine, guide, vocabolari come i turisti in un Paese straniero. Non tutti i mondi sono complicati come quello di Tolkien, ma una guida può sempre servire. Basta un nuovo fenomeno nel mondo del fantasy, una nuova epopea, e il manuale s’impone, quasi come un corollario. L’ultimo successo è la saga di Twilight? Ed ecco la guida al mondo dei vampiri (l’ha scritta Lois H. Gresh, Il mondo di Twilight, Sperling&Kupfer), con analisi dettagliate delle vite di bevitori di sangue e licantropi, descrizioni e manie dei personaggi, retroscena sui protagonisti. Una guida «non autorizzata», come spesso precisano gli autori in questi casi.

Perché nessuno vuol correre il rischio di finire in tribunale, come è successo a Steve Vander Ark, il bibliotecario patito di Harry Potter: voleva trasformare il suo Lexicon, nato come un’enciclopedia on line, in un libro cartaceo, ma J.K. Rowling gli ha fatto causa. Lui ha perso, ma tenterà di nuovo di pubblicare il volume, tenendo conto delle «linee guida» della sentenza. Il problema, in questo caso, era lo sfruttamento del marchio Harry Potter, non certo gli errori o le imprecisioni. Anzi, Steve Vander Ark è talmente preciso nel descrivere luoghi, personaggi, incantesimi, pozioni, oggetti magici e creature da esser stato di aiuto alla stessa Rowling (prima di passare alle vie legali). La scrittrice confessò che, quando aveva un dubbio ed era per strada, entrava in un internet café e consultava il Lexicon. Un’enciclopedia perfetta per le persone «pericolosamente maniacali»: «la mia casa naturale», disse la mamma del maghetto.

Se ne ha bisogno lei, figuriamoci i fan. E i manuali per loro non mancano, primi fra tutti Gli animali fantastici: dove trovarli e Il Quidditch attraverso i secoli, scritti dalla stessa Rowling (pubblicati da Salani, il ricavato è andato in beneficenza) come sussidiari dei corsi alla scuola di Hogwarts, in cui si può scoprire come è nato il boccino d’oro e da dove deriva la pluffa, che caratteristiche abbia un Grugnocorto svedese e quanto sia pericoloso l’Ungaro spinato. In italiano c’è la Guida completa alla saga di Harry Potter, di Francesca Cosi e Alessandra Repossi (Vallardi): biografie e gesta dei trenta personaggi principali, analisi minuziosa degli strumenti magici e un dizionario dalla A alla Z di tutte le creature, gli oggetti, le formule e le pozioni.

Nel mondo anglosassone sono state pubblicate decine di guide, dizionari, riletture di episodi più o meno noti, perfino un Pottersaurus con le 1.500 parole fondamentali del libro. Anche Mercedes Lackey, autrice della saga di Valdemar, si è cimentata nel genere, con una «mappa del mondo dell’apprendista stregone»; ma, a sua volta, non è sfuggita ai chiosatori, perché esiste un manuale sulle sue stesse opere: The Valdemar Companion: a Guide to Mercedes Lackey’s World of Valdemar).

Gli intrecci sono molteplici, i livelli di interpretazione più o meno approfonditi ma, soprattutto, l’effetto domino è quasi inarrestabile. È lo stesso istinto che spingeva i giuristi medievali a glossare i testi del diritto romano o che, nell’Alto Medioevo, muoveva i teologi nell’interpretazione minuziosa dei passi biblici e dei singoli lemmi. Esegesi, sì, ma basata sull’analisi testuale, l’interpretazione delle parole, l’annotazione di ogni dettaglio: tanto che le glosse occupavano gli spazi ai margini dei volumi o fra le righe, quasi a riempire con l’inchiostro i vuoti concettuali o i dubbi.

I mondi fantastici lasciano i lettori con lo stesso problema, lo stesso appetito ancora da appagare. I primi ad aver provato la sensazione di spaesamento sono stati i fan del Signore degli anelli: i manuali apparsi in tutto il mondo sono decine, esistono anche un Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien (curato dalla Società tolkieniana italiana e pubblicato da Bompiani), una Guida completa a “Il Signore degli anelli” (edita da Vallardi, è scritta da Paul Simpson, autore anche di una Guida alla Bussola d’oro, la saga di Philip Pullman diventata un film), una Guida alla Terra di mezzo di Colin Duriez (Gribaudi) e il programmatico I sentieri di Eä. J.R.R. Tolkien: il fascino di un universo ancora tutto da esplorare di Elisa Caccavale (Firenze Atheneum). Mappe di Hobbiville e di Gran Burrone, dettagli sulle regioni dell’Ithilien, la «terra della Luna» nel regno di Gondor, i territori splendidi di Valinor, i segreti di Meduseld, il palazzo d’oro, residenza dei re di Rohan. Poi la cronologia delle avventure degli eroi, le biografie dei personaggi e le loro parentele, i mostri, gli elementi incantati, perfino grammatica e lessico della lingua degli elfi. C’è anche I popoli di Tolkien di Paolo Paron (Bompiani): tutto su umani, orchi, elfi, nani, hobbit.

Licia Troisi ha scritto per i suoi lettori Le creature del mondo emerso (Mondadori), sugli abitanti e le curiosità della saga da lei creata: Nihal, guerriera dai capelli color del mare, i brutali Fiammin, il palazzo dell’Accademia, armature, strumenti di guerra, paesaggi. La geografia e i segreti di Narnia, gli animali parlanti, l’armadio che apre l’universo nascosto, la piccola Lucy, la storia di una terra ancora misteriosa: gli affezionati di Clive Staples Lewis possono trovare soddisfazione ne I segreti del mondo di Narnia (Paolo Gulisano, Piemme) e perfino in una Guida per la famiglia alle Cronache di Narnia.

Ciò che conta è camminare accanto agli eroi, proseguire nell’avventura. Tentare di sapere tutto, indagare tutto: almeno con l’universo della finzione si può sperare di riuscire, di esaurire ogni dettaglio, di ricucire ogni maglia della rete. Magari è macchinoso, cervellotico, autoreferenziale. Ma, in fondo, è anche rassicurante.