Tutto ha inizio con «Livello 57» e i loro «rave» con canne e alcol

Rita Smordoni

Livello 57 nasce a Bologna nel 1993 a opera di studenti universitari reduci dal movimento della Pantera. Fin dall’inizio il suo fiore all’occhiello è l’uso delle sostanze stupefacenti, su cui produce una fanzine. Ben presto Livello 57 attira giovani da ogni parte della città e diventa ritrovo alla moda di concerti rave, musica elettronica e hip hop. Nel ’97 organizza la «Street rave parade» antiproibizionista, la marcia attraversa Bologna chiedendo l’abolizione di tutte le misure restrittive del Codice civile e penale nei confronti dei consumatori. Nel marzo 2006 la «Street parade», alla decima edizione, lancia la sfida: vogliamo il consumo libero di cannabis. Decine di camion, musica assordante, la città è messa sottosopra: fra i giovani circola anche cocaina, ecstasy. E alcool a fiumi. «È inutile negarlo - scrive il Manifesto - è una manifestazione in cui il consumo di ogni droga è elevato». Lo stesso Cofferati viene contestato, Livello 57 lo accusa di essere un proibizionista. A far scandalo anche un fotomontaggio che ritrae Gesù e gli apostoli che fumano canne e bonghi. Dietro spuntano piantine di marijuana. A Roma i centri sociali sono in fermento per appoggiare la manifestazione indetta nella capitale dai cugini bolognesi. In prima linea, naturalmente Forte Prenestino. Lo scorso autunno, raccontano sul sito www.ecn.org/forte quelli del Forte, per la prima volta non hanno potuto tenere la tradizionale festa del raccolto. Motivo? La ressa incredibile di gente al portone d’ingresso: «Peccato per il grande evento - spiegano dal Forte -. Ma dobbiamo rinunciare. Vogliamo spezzare il meccanismo perverso che si è instaurato nelle feste del raccolto più recenti: una marea di gente che preme al cancello per entrare, persone schiacciate l’una contro l’altra per ore senza potersi muovere né avanti né indietro, ressa, panico, ansia da conquista della bustina... Questa è stata l’esperienza vissuta dalla maggior parte di noi durante la festa dell’anno scorso». Il racconto la dice lunga. E solleva interrogativi sui controlli: Comune di Roma, prefetto, questore come intendono procedere in base alla legge Fini? Anche perché, sempre sul sito internet, da Forte Prenestino precisano che la festa del raccolto diventerà un evento quotidiano: «Trecentosessantacinque giorni l’anno, trovando modi e forme. Antiproibizionisti si può essere sempre, in qualunque momento, in ogni occasione...».