Tutto il Milan zittisce Kakà

Risultato a parte, la prova di Lens è piaciuta al presidente Berlusconi

Franco Ordine

Ma come, si lamenta Kakà nella notte in cui il Milan schierato a Lilla raccoglie l’approvazione di Silvio Berlusconi? In verità quella del giovin campione brasiliano non è uno sfogo e neanche una stroncatura del disegno tattico ma solo una soave spiegazione dei suoi tormenti e delle sue difficoltà tradite sull’erba di Lens. «Altrimenti mi dicono che porto troppo la palla» spiega il giovanotto nella notte francese che è poi il rimprovero subito dai suoi sodali lungo i tornanti della sfida di Champions league, da Gattuso a Pirlo. Insomma trattasi di una sorta di legittima difesa. Di fatto la bocciatura del modulo, pronunciata da Kakà, non piace allo spogliatoio ed è questo forse il risvolto più piccante del ritorno a casa, tra volti distesi e pacate riflessioni ad alta voce. Come quelle, in sequenza, di Ambrosini («ci si dimentica che in questo modo abbiamo vinto tanto»), di Gattuso («il modulo migliore è quello che sceglie Ancelotti») e di Seedorf («a giudicare dai risultati ottenuti è il nostro secondo modulo tattico») che trasformano il dibattito interno in una sorta di referendum dal sapore amarognolo. «Avesse fatto gol Kakà, nel finale del primo tempo sarebbe andato tutto bene, anzi benissimo e il Milan nella ripresa avrebbe vinto con 3 gol di differenza» la chiave di lettura di Oscar Damiani, uno che conosce bene il calcio francese e non solo perché suggerì Gourcuff a Braida e adesso ha sotto tutela Keyta, ivoriano, un nome da tenere a mente per il prossimo mercato.
La curiosità, per restare ancora al tema del Milan con l’albero di Natale, è che nella conversazione telefonica di martedì notte, Silvio Berlusconi, il presidente, intollerante un tempo al modulo, sforna giudizi positivi sulla prova della squadra. «È piaciuto al presidente il gran possesso palla», riferisce Adriano Galliani che sembra acquetarsi dinanzi alle fibrillazioni interne recitando la parte del grande saggio. «È vero, abbiamo avuto un rigore negato a Livorno e un gol buono annullato a Lens, ma io non dimentico che con l’Ajax eravamo fuori a un minuto dalla fine e così con il Psv» manda a dire senza cogliere segnali inquietanti dal doppio zero delle ultime due prove in campo esterno, Livorno e Lens. «Ci rifaremo» assicura.
I numeri attuali, confrontati con quelli di un anno prima, infatti, raccontano una realtà diversa, molto diversa. C’è una produzione ridotta di gol (12 contro i 7 attuali nello stesso numero di partite, escluse le due del turno preliminare) ma c’è anche un bel gruzzolo di reti evitate (1 appena subita contro le 8 della stagione precedente) a testimonianza della ritrovata vitalità di Dida e del migliorato contributo di tutto il pacchetto difensivo. «La verità è che stiamo giocando meglio e stiamo ottenendo eccellenti risultati» conferma Gattuso parlando a Sky per festeggiare le sue 300 partite col Milan («non sono ancora stanco di rossonero»). E chi fa allusioni sull’assenza di Shevchenko raccoglie in cambio la battuta folgorante di Adriano Galliani rivolta ad Ariedo Braida: «Se vuole tornare a casa sua perché laggiù non si trova bene, noi ci stiamo». Sembra il bigliettino di auguri per il compleanno dell’ucraino proveniente da via Turati.