Un "tutto Mozart" per l'Orchestra Verdi in Auditorium

L'ensemble di largo Mahler, nel secondo concerto di febbraio da giovedì 10 a domenica 13, sarà diretta dal tailandese Trisdee na Patalung

La storia della musica classica è fatta di brani che sono entrati nell'immaginario collettivo anche grazie agli innumerevoli usi che ne sono stati fatti al giorno d'oggi (gingle, spot pubblicitari, etc). Il secondo concerto di febbraio (in programma giovedì 10, ore 20.30; venerdì 11, ore 20; domenica 13, ore 16; info 02.83389401/2/3, www.laverdi.org) porta all'Auditorium di Milano il giovanissimo direttore tailandese Trisdee na Patalung, al suo debutto con l'Orchestra Verdi. Classe 1986, dirigerà un programma interamente dedicato ad un grande enfant prodige della musica, Wolfgang Amadeus Mozart. L'Orchestra Verdi sarà affiancata dai solisti Cesare Bindi (flauto), Elena Piva (arpa) e Fausto Ghiazza (clarinetto).
Il concerto si apre con il famosissimo brano Eine kleine Nachtmusik K. 525, una serenata che da sempre associa il nome di Mozart al suo tipico gusto per le sonorità gioiose, fatte di quella semplicità infinita che è indice di profonda maturità intellettuale. Scritta nel 1787, non è del tutto chiaro per quale occasione sia stata composta, ma certamente venne scritta per qualche occasione speciale, un banchetto o un ricevimento di una famiglia nobile. Oggi ne ammiriamo ancora la perfezione compositiva in 4 movimenti.
Il Concerto per flauto e arpa K. 299 fu commissionato a Mozart nel 1778 durante il suo soggiorno a Parigi dal duca di Guines, perché fosse eseguito insieme a sua figlia, che allora stava prendendo lezioni da Mozart. La forma è essenzialmente quella di una sinfonia concertante, con l'arpa che sembra fare la parte del pianoforte accompagnatore. I solisti di questo brano di rara esecuzione saranno Cesare Bindi al flauto e Elena Piva all'arpa.
Il Concerto per clarinetto e orchestra K. 622, con il clarinettista Fausto Ghiazza, è uno degli ultimi lavori scritti da Mozart poco prima di morire, nel 1791. Composto per il suo amico clarinettista Anton Stadler, il brano è perfetto per costruzione architettonica e cura delle melodie.
Infine, la Sinfonia n. 40 K. 550, ultimata il 25 luglio 1788, nel ritiro della nuova casa viennese, una delle pagine più celebri della letteratura mozartiana e più studiate dalla critica di ogni tempo. Presenta una combinazione di elementi di scrittura estremamente raffinati, contrappuntistici e armonici, con un repertorio di convenzioni e di passaggi cadenzali solo apparentemente semplici e sbrigativi.