Tutto nelle mani di Craxi D’Alema è rimasto defilato

M entre i ministri del governo Prodi latitano, in Turchia si danno tutti da fare. In un gioco di squadra che rischia di diventar decisivo. «Chi spera in difficoltà di buoni rapporti tra noi e Ankara sbaglia di grosso», ha risposto il sindaco di Smirne Aziz Kocaoglu a chi gli faceva notare la differenza di colore politico tra il governo e la città. Lo stesso, almeno a parole, ha assicurato il primo ministro Romano Prodi all’inizio dell’avventura. Salvo poi affidare la delega all’Expo non al ministro degli Esteri Massimo D’Alema, ma al sottosegretario Bobo Craxi. Che, per la verità, ha girato il mondo. Ma, sicuramente, visto il ruolo, con meno autorevolezza del responsabile della Farnesina. Pochi giorni fa, invece, il presidente turco Abdullah Gül è andato personalmente in Senegal alla riunione dell’Oic, l’Organizzazione della conferenza islamica: ben 56 Paesi ai chiedere il voto per battere Milano e, visto che c’era, anche un appoggio per far diventare la Turchia membro non permanente del consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. «La candidatura di Smirne per l’Expo è un impegno nazionale, una meta a cui tende con orgoglio tutta la Turchia», ripetono come un mantra in riva all’Egeo.