Tutto ok. Ma diamoci una regolata

Non è successo niente, no. Non è mica la fine del mondo perdere a Milano. Poi meritavamo il pareggio. Almeno. Mettiamola così: non abbiamo proprio perso del tutto. Anzi forse non abbiamo nemmeno giocato. Tutte quelle luci a San Siro? Quella gente? Solo per salutare Kakà. Noi non c’entriamo niente. Facciamo finta di niente. E poi ci mancavano i due fuoriclasse della rosa, Frey e Mutu. E Gilardino ha rivissuto l’incubo di San Siro. Ragion per cui: “Può capitare”. Tiriamo dei calci d’angolo che sembrano rinvii e abbiamo delle voragini sulle fasce? Ecco, sì: ci sono delle soluzioni tattiche da rivedere - e comunque anche ieri c’era un rigore, facciamo pure uno e mezzo. Due sconfitte su due nel 2009 e sette nel girone d’andata? La risposta è che «dobbiamo crescere come squadra». Pazzini è scappato e altri tre-quattro sono in partenza? Stiamo «limando la rosa»; la «controcurva» approva, ci mancherebbe. La Roma ormai ci ha ripreso, e le prime sono belle e scappate? Un bel «il campionato è ancora lungo» ci sta sempre bene.
Ecco, ora che abbiamo incassato anche questa col massimo della nonchalance, e abbiamo fatto ricorso a tutti gli alibi e le attenuanti del «calcistichese». Ecco ora vorremmo ricordare alla Ac Fiorentina che alla prossima siamo a Torino per giocare a calcio contro undici tizi con la maglia bianca e nera. Diamoci una regolata.