Tutto il Pdl sottoscrive il patto: Lombardo alleato di sempre

L’accordo per le elezioni siciliane fondamentale per la partita che si gioca al Senato. Si lavora per convincere Miccichè a non presentare una lista autonoma

da Roma

Ha temporeggiato a lungo in attesa di una schiarita. Ha percorso strenuamente la strada del dialogo e dell’ascolto, concedendo la giusta attenzione a Gianfranco Miccichè, «colonnello» tra i più stimati, soprattutto alla luce dello storico cappotto del 2001 quando fu il regista del 61 a zero della Cdl in Sicilia nelle politiche. Ha tentato di cucire il tessuto delle alleanze, consapevole del peso che il voto nell’isola avrà per determinare il risultato elettorale al Senato e della necessità di presentarsi uniti. Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di evitare l’azzardo di una navigazione solitaria e ha deciso di chiudere l’accordo con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo che, dunque, sarà alleato con il Popolo della libertà in Sicilia.
«Siamo arrivati a una buona conclusione, molto chiara, molto limpida. Ci tenevo ad avere l’accordo di tutti, non ci sono stati mai problemi veri, c’era solo la necessità di avere tutti d’accordo. Fra qualche ora tutto sarà chiaro» dichiara in serata Berlusconi. È il suggello a una giornata fitta di colloqui tra il presidente di Forza Italia e tutti i protagonisti della vicenda siciliana, con due faccia a faccia tra il candidato premier del centrodestra e l’ex presidente della Provincia di Catania. Ai colloqui era collegato telefonicamente anche Fini.
Gli ultimi veli verranno sollevati oggi, quando il leader dell’Mpa darà il via alla sua campagna elettorale. Ma nella serata di ieri sono stati definiti gli ultimi dettagli in una cena tra Berlusconi e Lombardo e definito un accordo che comprenderà l’apparentamento fra Pdl e Mpa anche alle politiche. Cade, dunque, la candidatura di Stefania Prestigiacomo. E a questo punto Gianfranco Micciché, che si è opposto alla scelta di Lombardo, potrebbe correre da solo con la lista «Rivoluzione Siciliana», anche se sono ancora in corso contatti fra Berlusconi e il suo ex pupillo in Sicilia per disinnescare questa eventualità che rappresenta comunque un rischio per il centrodestra. Il tentativo che potrebbe riavvicinare le due parti è quello - su cui da giorni sta lavorando Stefania Prestigiacomo - che punta a convincere Miccichè a comporre un ticket con Lombardo. Un’ipotesi che nei giorni scorsi, per qualche ora, aveva preso quota ma si è poi bloccata.
Di certo sul nome di Lombardo c’è stata la piena condivisione da parte di tutte le componenti del Popolo della libertà, come testimonia questa frase dettata da Gianfranco Fini: «Lombardo è stato alleato del centrodestra nella passata legislatura, è stato presidente della Provincia di Catania con il centrodestra, è stato alleato del centrodestra in Sicilia: non vedo per quale motivo non dovremmo proseguire una politica di alleanze con l’Mpa, sia in Sicilia sia a livello nazionale. Non si tratterebbe di una novità, si tratterebbe di una conferma».
In parallelo va avanti anche la serrata trattativa per la scelta del candidato sindaco a Roma. La partita si gioca tra Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri. Entrambi continuano a nutrire parecchie riserve e, a questo punto, si attendono i risultati di un sondaggio commissionato sull’elettorato romano che dovrebbe arrivare oggi. L’ultima rilevazione - richiesta dall’ex ministro delle Politiche agricole - dava quest’ultimo in lieve vantaggio su Gasparri. Dati alla mano ci sarà un incontro con il presidente di An, Gianfranco Fini, e contatti con Silvio Berlusconi, il cui parere sarà ovviamente fondamentale. In cambio, comunque, i due esponenti politici del partito di Fini vorrebbero garanzie dal leader di Forza Italia circa il loro posizionamento in un futuro esecutivo nel caso in cui il Pdl non dovesse trionfare nella corsa al Campidoglio. Una contropartita che verrebbe riconosciuta in cambio del sacrificio fatto accettando una sfida difficilissima. In ogni caso se non si dovesse trovare un accordo, il Pdl giocherà la carta di Giorgia Meloni. Quel che è certo è che la scelta ricadrà su un esponente di An e bisognerà fare in fretta visto che la conferenza stampa di presentazione è fissata per domani a mezzogiorno. Per la scelta definitiva i «candidabili» attendono anche di conoscere il quadro definitivo delle forze in campo: se, ad esempio, Francesco Storace scenderà in campo, come ha annunciato, o meno. In serata, comunque, è lo stesso Gasparri a gettare acqua sul fuoco. «Sono uno dei maggiori esponenti di An, sono romano, è ovvio che il mio nome circoli. Stasera non c’è nessuna riserva da sciogliere perché deve essere posta la questione. In ogni caso serve anche il mio di “via libera”».