Tutto Pesce, dove il mare è al massimo

Brando Franchi

Copertina blu e due pesci arancioni: è uscita la quarta edizione di Tutto Pesce, editore Gribaudo-il Gusto, lo stesso che firma i Grandi Libri del Vino, volumi che ogni mercoledì possono essere acquistati con il Giornale. Tutto Pesce è il solo vademecum espressamente dedicato «Ai migliori ristoranti italiani di pesce». Edizione tutta nuova, con testi a cura di Mario e Chiara Busso, padre e figlia, che guidano un robusto stuolo di collaboratori sparsi sul territorio, in pratica gli stessi che sottendono alla compilazione delle schede di Vini buoni d’Italia, guida ai vini autoctoni del Buon Paese, una fatica che Mario Busso divide con Carlo Macchi. Nel caso della pubblicazione pesciaiola, ecco in più gli undici oscar di Paolo Marchi e le undici schede delle migliori insegne sparse lungo la penisola, schede supportate da una ricetta a tutta gola espressamente pensata per i lettori della guida. Miglior chef di pesce Fulvio Pierangelini del Gambero Rosso di San Vincenzo (Livorno), miglior giovane Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore a Senigallia nelle Marche (e, stessa cittadina, oscar della seduzione per Mauro Uliassi che con la sorella Catia governa i riti del ristorante che porta il loro cognome), miglior donna cuoca Francesca Maccanti del Sambuco di Milano, numero 1 a Roma La Rosetta di Massimo Riccioli così come il Sambuco lo è a Milano, col top on the beach in Liguria, a Fiumaretta (La Spezia) grazie a Bruna e Mauro Ricciardi, titolari della Locanda delle Tamerici e dell’attiguo bagno, cucina chic da una parte e cucina informale dall’altra. E ancora il premio per il miglior crudo di pesce a Paolo Masieri, chef e patron di Paolo e Barbara a Sanremo (Imperia), e per il miglior pesce azzurro per Alfonso Caputo della Taverna del Capitano a Nerano (Napoli), quindi miglior creativo Claudio Tiranini della Spurcacciun’a a Savona per il tavolo-fontana in cui si mangia obbligatoriamente con le mani e miglior servizio in assoluto, quello che offre Lorenzo Viani nel suo Lorenzo a Forte dei Marmi (Lucca). Infine l’oscar di Gennaro Esposito, patron della Torre del Saracino a Vico Equense (Napoli).