Tutto il Polo chiede: via per sempre le deleghe a Visco

Ritiro definitivo delle deleghe e invito formale del governo a chiedere
le dimissioni del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. Questo in
sintesi il contenuto della mozione di sfiducia presentata a ranghi
compatti da tutta la Casa delle Libertà nel pomeriggio di ieri in
Senato e promossa dal capogruppo dei senatori Udc, Francesco D’onofrio

Roma - Ritiro definitivo delle deleghe e invito formale del governo a chiedere le dimissioni del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. Questo in sintesi il contenuto della mozione di sfiducia presentata a ranghi compatti da tutta la Casa delle Libertà nel pomeriggio di ieri in Senato e promossa dal capogruppo dei senatori Udc, Francesco D’onofrio.
La decisione era stata annunciata dallo stesso presidente dei senatori centristi al termine della riunione dei capigruppo. Un’accelerazione che aveva inizialmente colto di sorpresa Forza Italia in quel momento ferma sulle posizioni di Silvio Berlusconi, non interessato ad azioni «contro gli uomini» ma propenso piuttosto a fare «critiche alle politiche e alle idee». L’adesione di Forza Italia arriva nel pomeriggio per mano di Renato Schifani, capogruppo azzurro al Senato, che sottoscrive il documento sulla base di una critica complessiva sull’operato del vice di Padoa-Schioppa «considerato che Visco è stato l’ispiratore ed è l’attuatore principale della politica fiscale del governo» come si legge nel documento. In realtà dal quartier generale di Forza Italia il pressing si era alzato già nel corso della mattinata con le richieste di chiarimento di Lucio Malan, senatore azzurro, sulle modalità di ritiro delle deleghe: «Non è bastata la mia interrogazione, ma c’è voluta una ricerca approfondita tra i decreti ministeriali per sapere che la delega conferita a Visco con decreto del presidente della Repubblica è stato, sia pur temporaneamente, annullato da un semplice decreto del ministro Padoa-Schioppa». Ne fa una questione di comicità Malan: «Per questi signori - continua - una competenza conferita da decreto del Capo dello Stato è un qualcosa che poi ci si passa dall’uno all’altro come fosse una penna o un soprammobile. Una serietà degna dell’umorismo demenziale di Cochi e Renato degli anni Sessanta».
Nel frattempo, al tentativo del centrodestra di aprire un fronte del dissenso all’interno della maggioranza aveva provato a rispondere con un’azione preventiva il capogruppo dei senatori di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena, che stamattina ricordando le posizioni del leader di Forza Italia contrario ad una mozione di sfiducia aveva definito l’iniziativa della Cdl «strumentale, sgradevole e di propaganda». Salvo ribadire che «se poi ci dovesse essere un rinvio a giudizio del viceministro Visco, allora, politicamente, le dimissioni sarebbero opportune». Solidarietà infine arriva a Visco dal ministro per le pari Opportunità, Barbara Pollastrini dispiaciuta che «la polemica politica arrivo a sfociare in un attacco alla persona e alla sua reputazione» e dal ministro per la Famiglia Rosy Bindi: «Ancora una volta la Cdl ha dimostrato di di non saper fare l’opposizione ma solo una perenne e improduttiva campagna elettorale».