TUTTO A POSTO PAROLA DI COMUNICATI

Viene voglia di scusarsi con i lettori. Per aver detto che Genova è finita in ginocchio, che la Liguria si è fermata. Non sembra sia stato così, almeno a giudicare da tutti i complimenti che si sono fatti addosso gli amministratori pubblici e i dirigenti di Amt e Trenitalia (solo per fare un esempio). Due giorni di neve e i genovesi non se ne sono neppure accorti. Così dicono i comunicati. Quelli che vengono sempre presi per fonte ufficiale, cioè per oro colato.
Una domanda la si può ancora fare? Ma qual è la nevicata meglio gestibile di questa? Giovedì mattina ha «avvertito» verso le 7, poi si è fermata, poi ha ripreso leggera verso le 9, più intensa dalle 10. E quando sono state chiuse le scuole? Quando i bambini c’erano già dentro e i genitori dovevano andare a prenderli di corsa. Quando sono state messe le catene ai bus? A mezzogiorno, a paralisi già avvenuta. E nel pomeriggio, con tutti i mezzi pronti all’emergenza, le attese alle fermate non sono migliorate granché. Quando e dove sono stati bloccati i Tir? In piena bufera, sull’autostrada che hanno contribuito a paralizzare, o in porto, mica alla prima barriera utile per farli defluire con calma. Lo si è fatto appena possibile, appena riscontrata l’emergenza, si potrebbe dire. D’accordo, ma allora a cosa servono le previsioni che, mai così puntuali e precise come in questa occasione, due giorni prima della nevicata avevano dato l’allarme? Ah, già, servono agli assessori per lanciare appelli ai cittadini, perché lascino a casa la macchina. Ma la macchina che doveva partire, mettersi in moto subito, quella delle emergenze, è rimasta in garage.
La colpa dei disagi? Degli sprovveduti che si sono messi di traverso in strada con le loro auto, secondo gli assessori comunali. Ma se in panne in corso Europa (non sul K2) resta un mezzo dell’Amt è cosa buona e giusta. Se i treni viaggiano solo a singhiozzo e con ritardi record è colpa di chi li aspettava sotto le pensiline e non sul marciapiede, come spiegato ieri da Trenitalia. A proposito, guai a chi se la prende anche con la neve, con il cielo. Verrebbe sgridato dall’assessore alle Acque Valter Seggi. «Per fortuna abbiamo tra i 40 e i 60 centimetri di neve sugli invasi», ha detto ieri. Cioè il Brugneto e gli altri serbatoi d’acqua della città hanno fatto un po’ di pieno dopo tanta siccità. Inevitabili a questo punto le scuse. Ieri abbiamo persino sperato che iniziasse a piovere quanto prima, visto che era l’unico modo per liberare la città. Ma per riempire le dighe pare sia molto meglio una nevicata. Un acquazzone mica poteva regalare tanti autocomplimenti a chi ha gestito l’emergenza.