Tutto pronto per la Traviata ma la prima è sotto minaccia

E adesso...buio in sala. Così, alla vigilia di questa tanto attesa «Traviata», arriva, lui sì inatteso, il fulmine a ciel (quasi) sereno: o entro otto giorni arrivano gli stipendi di ottobre o il Carlo Felice rischierà di calare di nuovo il sipario. Questo l'urlo di guerra di una trentina di dipendenti iscritti alle sigle sindacali autonome, quelli che i contratti di solidarietà proprio non li hanno buttati giù e che aprono un'altra battaglia contro vertici e Cda del teatro; battaglia che potrebbe anche avere come bersaglio l'imminente «prima» verdiana di venerdì prossimo.
«Traviata andrà regolarmente in scena - smentisce con disappunto il sovrintendente Giovanni Pacor - e avrà, oltre ad un grande valore artistico, anche un significato a suo modo simbolico, riaprendo le porte del teatro alla città. Per di più sarà la nostra prima opera trasmessa in streaming (dopo l'esperimento con il concerto di Zubin Mehta di lunedì 22 novembre) al costo di 5€ per la diretta e di 3,80€ per la differita: una straordinaria novità per entrare davvero nelle case non solo di tutti i genovesi, ma addirittura in tutto il mondo». Intanto però la minacciosa spada di Damocle pende e qualche timore serpeggia qua e là, nonostante le ottimistiche dichiarazioni ufficiali che hanno accompagnato ieri mattina la presentazione di «Traviata», annunciata ai piani alti del teatro con tanto di cast al completo e direttore d'orchestra.
Tutti apparentemente imperturbabili. «Sono emozionantissimo e orgoglioso di essere qui - ha dichiarato Fabrizio Maria Carminati, che dirige la sua prima opera sul podio del Carlo Felice - È un momento difficile, ma sono certo che questo spettacolo ha tutte le carte in regola per riaprire in grande questo meraviglioso teatro». Accanto a lui, il tenore genovese Francesco Meli, trentenne, applaudito più volte dal pubblico del Carlo Felice in questi ultimi anni (Don Giovanni, Elisir D'amore, Don Pasquale) e che venerdì salirà sul palcoscenico nei panni di Alfredo. «Cantare di nuovo in casa non può che darmi gioia e farmi ben sperare in un futuro artistico migliore; Genova può offrire davvero spettacoli di altissimo livello e bisogna darsi da fare perché questo si realizzi come in passato».
Cast «nutrito», che prevede per alcuni ruoli ben tre interpreti per le diverse recite (da venerdì 3 a giovedì 16 dicembre). Oltre a Meli, che sarà affiancato da Deniz Leone, Norah Amsellem, Silvia Dalla Benetta e Irina Dubrovskaya nel ruolo di Violetta Valery; Luca Salsi, Stefano Antonucci e Domenico Balzani in quello di Giorgio Germont; poi ancora Letizia Del Magro, Mario Bolognesi, Carlo Ottino, Paolo Maria Orecchia. Regia di Henning Brockhaus per l'allestimento originale dell'Associazione Arena Sferisterio di Macerata.