A tutto rock, tornano gli «Europe»

È degli anni ’80 il loro clamoroso successo «The final countdown». Martedì sono all’Alcatraz con brani vecchi ma anche col nuovo «Secret society»

Torna il pop rock anni Ottanta, pompieristico e un po’ ridondante, degli svedesi Europe, che portano sulle spalle il clamoroso successo di The Final Countdown, il brano per cui sono universalmente conosciuti. Ma il vocalist Joey Tempest e soci in Italia hanno uno zoccolo duro di fan (lo dimostrano i recenti show) e accompagnati dal nuovo album Secret Society martedì si presentano all’Alcatraz in un incrocio tra presente e passato. «Secret Society è un titolo che mi è venuto in mente parlando al telefono con Robert Plant - confessa Joey -, perché sembra che quelli della nostra generazione siano una specie di società segreta, un po’ fuori dal mondo».
Vi siete ritirati parecchie volte: perché tornare proprio nel nuovo millennio?
«Gli anni Novanta non sono stati un granché musicalmente e ognuno di noi ha perseguito i suoi progetti solisti. Poi abbiamo suonato a Stoccolma, per le celebrazioni del millennio della città, e abbiamo ritrovato l’energia dei vecchi tempi. Poi due anni fa è venuto fuori l’album Start From the dark e l’affetto del pubblico ha fatto il resto».
Tanti grandi gruppi continuano a riunirsi: è una moda?
«Non per noi. Abbiamo grande esperienza, la mia voce è migliore, più temprata e anche lo stile della chitarra di John Norum e degli altri. Possiamo dare il massimo; anche perché un tempo dovevamo concedere qualcosa al music business, oggi suoniamo solo ciò che piace a noi».
Quindi lo specchio del vostro stile è Secret Society.
«Sì, un disco vario, moderno e dalle sonorità piuttosto hard, che lega i nostri primi lavori all’attualità».
È difficile scrivere canzoni con alle spalle un successo irripetibile come Final Countdown?
«No, per niente. Quel brano ci ha portato fortuna ma è solo una canzone, una bella canzone, ma contiamo su un repertorio forte. Chi non ci conosce non distinguerebbe i vecchi pezzi dai nuovi».
Com’è il mondo musicale: meglio oggi o negli anni Ottanta?
«Il mondo è cambiato completamente e quindi anche quello del rock. Allora c’era più spontaneità, eravamo più vicini alla nascita del rock. Ora però ci sono modi migliori di comunicare ed esprimersi. C’è Internet, tutto avviene in tempo reale. La tecnologia è ottima se non sacrifica la tecnica strumentale e l’ispirazione».
Cosa vi piace oggi?
Ci sono band eccezionali che mischiano suoni duri e suoni nuovi, a volte raffinati, come Muse, Killers, Audioslave».
Il concerto di martedì come sarà?
«Energia e divertimento. I pezzi dell’ultimo album mescolati ai successi del passato debitamente riarrangiati a tutto rock, per ricostruire la nostra storia».