Tutto su Pietrangeli il regista delle donne

La rassegna di Antonio Pietrangeli promossa dalla Cineteca comincia domani (h 21.30) allo Spazio Oberdan con uno dei migliori film italiani: Io la conoscevo bene, con Stefania Sandrelli. Se lo perdeste, avrete due occasioni di recupero: domenica 17 (h 11) e giovedì 28 febbraio (h 21.30).
Domenica 24 (h 11, ma senza possibilità di recupero) ci sarà l'altro appuntamento da non mancare: La parmigiana, con Catherine Spaak. Che, girato due anni prima, è sostanzialmente il prologo di Io la conoscevo bene.
Essendo la Sandrelli e la Spaak attrici non eccelse, i due film, che invece eccelsi sono, mettono in risalto la bravura di Pietrangeli, che da loro ha avuto il massimo, chiedendo il minimo: d'interpretar loro stesse.
L'altro gioiello della serie è Adua e le compagne (giovedì 14, h 21.30; sabato 16, h 17) storia di un gruppo di reduci dalle case chiuse, guidate da Simone Signoret (e qui siamo su altri livelli interpretativi), che troveranno nell'Italia democristiana che le ha emancipate solo un modo per essere sfruttate di più e peggio.
Sono tutti film amari, che raccontano donne «concrete» e uomini degni o peggiori di loro. Pietrangeli era considerato comunista all'epoca e il figlio sarà il cantautore di Contessa, inno sessantottardo, prima di approdare alla corte di Maurizio Costanzo. Ma l'antropologia dei suoi film è nel segno del destino, non del progresso: si nasce come si nasce, non c'è riscatto, salvo una svista del caso.
Per le donne le prospettive sono in proporzione diretta rispetto all'avvenenza e in proporzione contraria rispetto alla astinenza. Come, quando e perché (in programma domenica 10, h 11, e mercoledì 13, h 17), durante le cui riprese Pietrangeli annegò a Ponza (perché ubriaco, si disse), ha nel personaggio di Danièle Gaubert la moglie annoiata di un industriale torinese (indovinate a chi si allude...); se le ragazze degli altri film di Pietrangeli si offrono per necessità, lei si offre per emotività: a corna fatte, il marito (Philippe Leroy), che non le diceva più niente avrà per lei un ritorno d'interesse, se non d'amore. Ma verso i quaranta è tutto ciò che si può ancora avere. Si noti che la Gaubert aveva appartenuto a un'altra jeunesse dorée in Una storia milanese di Eriprando Visconti.
In confronto, gli altri film della rassegna sono Il sole negli occhi (venerdì 8 febbraio, h. 19; domenica 2 marzo, h. 11); Lo scapolo (sabato 9, h. 15); Fantasmi a Roma ( domenica 10, h. 17 e venerdì 29, h. 19); Souvenir d'Italie (giovedì 21, h. 19; sabato 23, h. 15) e Il magnifico cornuto (mercoledì 27, h. 19; sabato 1 marzo, h. 15) sono solo opere dignitose. Ma sono ampiamente superiori alla qualità media di un film italiano d'oggi.