Tv, Calabrò: "Basta processi mediatici" Santoro: richiamo. Multe a Tg1 e Tg5

L’Autorità per le comunicazioni ha adottato un atto di indirizzo "sui processi in tv" che detta nuove regole per questo tipo di trasmissioni. Il Garante mette sotto accusa tre puntate di "AnnoZero" e multa due servizi mandati in onda sul Tg5 e Tg1

Roma - L’Autorità per le comunicazioni dice basta ai processi in televisione su casi giudiziari. Giro di vite sulla televisione italiana. Il garante richiama Michele santoro, conduttore di "AnnoZero" e multa Tg5 per un servizio sull’incidente probatorio relativo al caso dei presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio e il Tg1 per un servizio sui "bambini soldato".

La sanzione al Tg5: il caso Rignano Flaminio Una multa da 200 mila euro a Mediaset per un servizio del Tg5 sull’incidente probatorio relativo al caso dei presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio e una da 100 mila euro alla Rai per un servizio del Tg1 sui ’bambini soldatò. Sono alcune delle sanzioni pecuniarie comminate dalla commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, per la violazione del Codice Tv-Minori. "La sanzione nei confronti di Rti, di 200 mila euro riguarda il servizio diffuso dal Tg5 il 18 luglio 2007 sull’incidente probatorio disposto in relazione ai presunti abusi sessuali subiti da alcuni bambini di una scuola materna di Rignano Flaminio", spiega in una nota l’Autorità che ha ritenuto "particolarmente grave tale violazione in considerazione della delicatezza della tematica, relativa ad un’inchiesta giudiziaria nella quale sono coinvolti minori, anche per i rischi connessi alla instaurazione di sommari processi mediatici su questioni tanto dolorose e capaci di suscitare morbose attenzioni quali quelle che coinvolgono bambini".

La sanzione al Tg1: il caso "Bambini soldato" Le sanzioni nei confronti della Rai riguardano "un servizio di particolare violenza sui bambini soldato, andato in onda sul Tg1 delle ore 20 del 21 aprile 2007, per un importo di 100 mila euro". Non solo: sanzionati anche un episodio del telefilm Lost, diffuso da Raidue, al cui interno erano presenti scene di forti impatto emotivo per un pubblico di minori nella fascia oraria della televisione per tutti, per un importo di 100 mila euro e un telefilm della serie Ncis in onda su Raidue in prima serata, non adatto ai minori, per un importo di 50 mila euro".

Il Garante La svolta è stata annunciata questa mattina dal presidente dell’Autorità Corrado Calabrò. "Il livello di civiltà di uno Stato si misura dal rispetto per la giustizia. Non si supplisce ai ritardi della giustizia trasferendo il processo dalle aule giudiziarie alla televisione", ha sottolineato Calabrò. Per il presidente dell’Agcom "il processo lo deve fare il giudice, e il giudice competente, l’accusa va sostenuta dal pubblico ministero e la difesa è affidata agli avvocati. Tutto si deve svolgere secondo regole che garantiscano il regolare e appropriato svolgimento del processo e il rispetto dei diritti fondamentali della persona". L’Agcom "non vuole limitare la libertà d’informazione - ha spiegato Calabrò - ma l’informazione non può assumere i caratteri di una gogna mediatica, di una spettacolarizzazione ispirata più dall’audience che da amore per la verità".

Richiamo per "AnnoZero" L’Authority ha richiamato formalmente la Rai per tre puntate della trasmissione di Michele Santoro, "AnnoZero". Per l’Agcom il programma non ha rispettato "i principi di completezza e correttezza dell’informazione, di obiettività, equità, lealtà e imparzialità dei punti di vista e non ha garantito il contraddittorio", come peraltro previsto da un atto di indirizzo della commissione parlamentare di Vigilanza. Le trasmissioni "sotto accusa", ha spiegato Calabrò, sono le puntate del 4 ottobre scorso (caso Mastella-De Magistris), del 6 dicembre (riforma Tv, ospite il ministro Gentiloni) e del 20 dicembre (caso Forleo-D’Alema e intercettazioni Berlusconi-Saccà).

Attacco alla legge Gasparri La sentenza della Corte di Giustizia europea sul caso Europa-7 impone una immediata modifica della legge Gasparri almeno in alcuni punti, anche per evitare il rischio di un deferimento per l’Italia davanti alla stessa Corte. "Sul piano legislativo è necessario modificare la Gasparri, che stabilizza il regime transitorio - ha spiegato Calabrò - il legislatore deve assicurare, nella fase di transizione al digitale, che non si prolunghi l’uso delle frequenze in base ad una assegnazione che ha convalidato una occupazione di fatto". Per Calabrò, "l’esigenza immediata, anche per evitare procedure di infrazione, è modificare alcuni punti della legge". Per il garante sarenne sufficiente adottare "poche norme, chiare e semplici, che cambino quei punti". Sul piano giurisdizionale, toccherà al Consiglio di Stato quantificare il risarcimento danni per Europa 7. A livello amministrativo, "spetta a noi dell’Autorità e al ministero - ha detto Calabrò - fare in modo che la riassegnazione delle frequenze sia fondata su criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità e e non sia limitata esclusivamente agli attuali utilizzatori". Quanto alla data per lo switch off, inizialmente prevista nella Gasparri a fine 2006 e oggi slittata a fine 2012, il garante passa la palla al governo: "Siamo da tempi impelagati in un guado. Prima il termine fissato era troppo ravvicinato, oggi non vedo quell’attività propedeutica indispensabile per una puntuale transizione alla nuova tecnologia".