La tv in classe, via alle trasmissioni in 15 scuole milanesi

Sono anni che discutiamo degli immigrati clandestini, della loro capacità di sottrarsi alle regole, della loro attitudine a stravolgere lo schema della civile convivenza in questa città che, come tutte le metropoli d’Europa, è capolinea di un’invasione infinita. Le anime belle, gli utopisti accecati da impossibili speranze sostengono che lo status di clandestini sia soltanto un irrilevante accidente della storia, ma la cronaca, la quotidiana cadenza degli avvenimenti dà lezioni diverse. Parte dei clandestini sono dediti ad attività illecite, altri - proprio per la loro condizione - sono risucchiati nei gorghi fangosi della criminalità. C’è poco da obiettare. I fatti hanno un linguaggio duro e chiaro. Sui clandestini la peggiore Chinatown s’ingrassa con le sue strutture sotterranee, con i suoi piccoli lager in continuità con antiche forme di sfruttamento. (...)