La tv digitale terrestre batte quella satellitare

Oltre 7 milioni di famiglie hanno accesso alla nuova tecnologia che sta
sostituendo gradualmente il segnale analogico in tutte le regioni
italiane. Nel nostro Paese ci sono già 28 canali tematici di cui sette
generalisti

Cresce a ritmo sostenuto la tv digitale terrestre in Italia. L’Auditel ha infatti certificato che dal mese di maggio il numero delle famiglie italiane dotate di decoder per il digitale terrestre ha superato quello di quelle in possesso di decoder satellitare (sia free che pay). Si tratta di un buon successo per la tecnologia che a partire dal 2012 sostituirà al 100% quella analogica consentendo così la trasmissione di più canali televisivi come del resto già oggi avviene. In realtà infatti il segnale digitale terrestre è già disponibile in molte parti d’Italia moltiplicando in questo modo l’offerta televisiva generalista. Sul fronte dei numeri Dgtvi, l’associazione che raggruppa le aziende del settore (ossia Rai, Mediaset, Telecom e le piccole emittenti riunite in Aeranti Corallo) ha spiegato che le famiglie che hanno accesso al digitale terrestre sono 7.363.103, pari al 31% di quelle italiane, mentre le famiglie del satellite sono 6.445.830 (il 27%), di cui 4.587.432 (il 19%) abbonate a Sky (la pay tv satellitare).

I dati dell’ultima ricerca sulle dotazioni tecnologiche presenti nelle famiglie, curata da Ipsos per Auditel, allineano le stime a quelle di altri istituti di ricerca, come Makno e Gfk, che già da tempo avevano sancito il primato della televisione digitale terrestre in Italia. Il sorpasso avviene in virtù della significativa crescita del sistema che registra un aumento del 15% tra dicembre 2008 ed aprile 2009 grazie al passaggio al digitale di alcune regioni italiane.
Nel suo costante progredire, la tv digitale terrestre arriva nella media mensile di aprile a raggiungere l’11% di share di ascolti. Un anno fa la quota era del 4,6: la crescita è quindi superiore al 100% e nei primi mesi dell’anno è del 29,4%.

Cresce anche in Sardegna, unica regione che è già passata completamente alla nuova tecnologia: un punto in più nell’ultimo mese, dal 78,2% al 79,3%. Ed è per questo che a fronte dell’aumento del digitale terrestre si registra un calo del satellite nell’isola che da marzo ad aprile perde un punto di quota e scende dal 21,8% al 20,7%. Quanto ai nuovi «passaggi» dal 20 maggio scorso Raidue e Rete 4 sono trasmesse solo in digitale in 568 comuni delle province di Torino, Cuneo, Asti e limitrofi (ossia per un bacino di 2,9 milioni di utenti). Mentre il 16 giugno anche nel Lazio i due canali passeranno al digitale terrestre e saranno visibili in 158 comuni. Successivamente, fra il 16 e il 30 novembre, verrà spento il segnale analogico di tutti gli altri canali presenti su gran parte del territorio laziale e sarà possibile ricevere tutta l’offerta televisiva terrestre gratuita esclusivamente in digitale.

Uno dei punti critici del passaggio dall’analogico al digitale resta l’informazione sul nuovo sistema. Anche se secondo una ricerca in Piemonte risulta che il 90% degli intervistati è a conoscenza della notizia e ha acquistato o acquisterà a breve un decoder digitale.
Quanto all’offerta in Italia si contano 28 canali gratuiti per la tv digitale di cui molti tematici e 7 generalisti, ossia quelli trasmessi normalmente con il segnale analogico.

Mentre i decoder venduti sono circa 14 milioni. E da alcuni mesi tutte le nuove tv hanno incorporata la capacità di «captare» il nuovo segnale.