La tv dimostra che l’oro di Facci era regolare

nostro inviato a Budapest

Bisognava perdere un oro per rendersi conto che ci vorrebbe la moviola. Il mondo del nuoto sembra ancora all’epoca delle palafitte e la medaglia strappata a Loris Facci, per una virata definita non regolare da una signora giudice portoghese, lo ha dimostrato. Ieri mattina la compagnia italiana era infuriata e impotente. E il presidente Barelli si è lasciato andare all’idea: «Cosa ci vuole a valersi delle telecamere? Invece no. Siamo ancora fermi all’occhio umano, in un mondo dove tutto è molto più veloce. Anch’io ho creduto alla giudice, finché non ho guardato i filmati». Barelli e i tecnici hanno passato la notte a studiare e ristudiare. Alla fine, la sintesi migliore è venuta da Albanese, il tecnico di Facci: «Ci hanno derubati». La calma più rassicurante proprio dall’interessato: «Mi dovrò allenare di più nelle virate».
Le regole della federazione europea, fra l’altro presieduta dall’italiano Bartolo Consolo, sono state rispettate ma secondo la dirigenza con troppa superficialità e fretta. Giovedì la Federnuoto ha presentato due reclami, entrambi respinti, e mentre gli italiani preparavano i reclami, il protocollo chiamava gli atleti alla premiazione. I dubbi sono sorti non solo rivedendo i filmati, dove in alcuni casi si vede Facci battere con due mani ed in altri non è chiaro il tocco a una mano, ma si sono fatti più consistenti osservando la posizione della giudice: gli altri si abbassavano per vedere la toccata degli atleti, lei è rimasta dritta in piedi. «Come faceva a vedere?», si è domandato Barelli. Gianni Gross, grande tecnico del nuoto nostrano, ha voluto sperimentare con Chiara Boggiatto: si è posizionato a bordo piscina per studiare il raggio di visibilità, stando in piedi. Ed ha concluso: «Non si può essere più lontani di 25 cm dal bordo, se no non si vede niente».
Parole: quando il giudice di gara accoglie la proposta di squalifica, la decisione è presa. I reclami sono fumo. Semmai il problema andava pesato meno frettolosamente, trattandosi del destino di una medaglia d’oro. Barelli si è lamentato: «Ci sono stati altri casi da squalifica in questi europei, eppure nessuno ha detto niente. Se vogliamo essere fiscali, attrezziamoci per esserlo». Ovvero largo alla moviola.