La tv fatta in casa che ha milioni di attori

Chiunque può girare una scena e metterla on-line. Così è nato il più grande reality show del mondo. La nuova stella è la ragazza che racconta la sua vita a puntate

Giuseppe De Bellis

La nuova star è Lonelygirl15: la sua vita a puntate è il passatempo di 25mila persone. Si sveglia, si veste, si trucca. La giornata di questa adolescente che dice di chiamarsi Bree è la sintesi del fenomeno YouTube: la tv made in casa. Volete i reality? Eccoli. Allora in 25mila si sono iscritti al suo canale. Lonelygirl commenta l’esplosione di una stella, parla di Nettuno oppure del rossetto che ha scelto per oggi. La gente la guarda e la ascolta, benché sia noioso e fondamentalmente inutile. Ma questo è YouTube: un contenitore di vita che tutti possono aprire, uno spioncino, un buco della serratura più stuzzicante della tv. Ci sono sei milioni di video sul sito. Cioè tutto: la toccatina di George W. Bush ad Angela Merkel, le quattro traverse consecutive di Ronaldinho, le gaffe dei politici e dei giornalisti televisive, le immagini dello sport, dello spettacolo. Tutto e soprattutto i video amatoriali: basta un telefonino in fondo. O una webcam. Un minuto del proprio tempo. Uno si autoriprende anche se non ha da dire nulla, anche se non sa fare nulla. Lonelygirl è l’esempio migliore. Il concetto non cambia neanche se fosse vera la voce che circola insistentemente su internet: Bree e la sua insignificante esistenza sarebbero una operazione di marketing, il trampolino per una produzione cinematografica sullo stile di Blair Witch Project, il lavoro artigianale che finì al cinema. Non cambia, perché senza Lonely resterebbero comunque milioni di altri video visti, stravisti, rivisti e commentati. Ogni giorno su YouTube bazzicano cento milioni di persone che guardano e scaricano. Da quando è nato i visitatori totali sono stati un miliardo e 730 milioni. Il Wall Street Journal s’è divertito a tirare fuori altre cifre: 9305 anni è il tempo totale dei filmini mandati on line sul sito, 500mila gli utenti registrati, di cui la metà ha meno di 20 anni. Incollati al video per capire (o non capire) il mondo. Nel palinsesto si trovano cose come Troy il pescarese: il film con Brad Pitt completamente doppiato in abruzzese.
I filmati più visti, però, riguardano categorie precise: musica, animali, violenza, video cult (come i rigori della finale di mondiali o appunto le quattro traverse consecutive di Ronaldihno). Tutto ciò che ha fa un po’ di «storia» contemporanea c’è. Dai cartoni animati, agli spot, alle parodie, alle scene dei film che non si trovano su dvd. Insomma: tutto questo piace ai navigatori. Soprattutto le cose che fanno ridere. Per l’Italia, oltre a Troy il pescarese c’è la parodia dello spot di Francesco Totti, con il backstage inventato dove qualcuno mostra sul gobbo le parole in inglese-romanesco che l’ex pupone cita perfettamente.
Poi c’è la gente comune. Tra le persone più popolari di YouTube ci sono le ragazze dei Hey Clip: suonano, ballano e cantano. Sono poco più che adolescenti, anche loro. Sono in una camera che potrebbe essere quella di un campus o quella di un ostello. Sono state viste 9.083.824 di volte. Altro caso: i due ragazzi cinesi impegnati a interpretare Jessica Simpson in A Public Affair. Prendono in giro una cantante e così hanno successo. Altri fenomeni della rete YouTube: i ragazzi che davanti alla webcam filmano una bravata, come può essere una bevuta in compagnia o in solitario per suscitare la fantasia degli internauti. In un famosissimo video che ha ingolfato il «palinsesto» di YouTube il protagonista si filma mentre si «scola» cinque bottiglie di vino. Un fenomeno.
Il segreto forse è la naturalezza. Forse, ancora di più, è la capacità di filmare qualcosa che gli altri vorrebbero filmare, ma non possono: c’è chi si è fotografato ogni giorno per tre anni e poi ha messo in rete, montandolo con un sottofondo musicale, il suo album fotografico. C’è chi mostra al mondo il suo matrimonio, chi la sua litigata con la moglie o il marito, chi si cimenta nei panni di Superman. È un mondo di protagonisti e di guardoni che si invertono i ruoli a seconda delle esigenze: chi guarda, poi vuole essere presente. E così YouTube si genera da se stesso.