Tra le tv globali latita l’Italia

La rete televisiva satellitare araba Al Jazeera ha inaugurato alcuni giorni fa una sua rete in lingua inglese. Per garantire alla nuova rete, che trasmette solo telegiornali e rubriche giornalistiche, la massima diffusione possibile ovunque nel mondo (Usa compresi) Al Jazeera ha concluso accordi con ben 87 società distributrici di programmi tv via cavo e via satellite, tra le quali Sky Tv. Ciò le consente di essere ricevibile in 80 milioni di abitazioni in ogni parte del globo.
Al Jazeera venne avviata a Doha (Qatar) circa dieci anni fa, per iniziativa del locale emiro, riutilizzando giornalisti arabofoni formatisi in Gran Bretagna che, avendo deciso di ridurre i propri programmi in lingua araba, la Bbc aveva licenziato. Nacque così una Tv araba tecnicamente impeccabile in grado di reggere il confronto con i colossi occidentali del settore. La notizia che la Bbc inaugurerà nel prossimo gennaio una sua nuova rete satellitare in arabo si presta perciò, a piacere, tanto a commenti ironici quanto a commenti sconsolati. Ormai quasi ovunque nel mondo grandi reti satellitari competono su un mercato divenuto intercontinentale. E non si tratta solo dei giganti di lingua inglese, dalla britannica Bbc all’americana Cnn.
Dappertutto, dall’America Latina all’Estremo Oriente, si vedono benissimo vari canali delle tv spagnola e francese, oltre a un programma Cnn interamente in spagnolo. Deutsche Welle (Onda tedesca), il programma diffuso dalla Germania verso l’estero, che trasmette alternando programmi in tedesco e programmi in inglese, si vede bene, tanto per fare un esempio, in Cile non meno che in buona parte dell’India. E i programmi non solo vengono diffusi in modo tecnicamente ineccepibile, ma sono anche in genere di buonissima qualità.
Quando invece si fa scattare il telecomando alla ricerca di programmi in italiano cadono le braccia. In primo luogo la ricezione, quando è possibile, spesso risulta incerta e disturbata anche in aree, come l’America Latina o il Medio Oriente, dove l’italiano è relativamente molto diffuso. In secondo luogo i programmi sono una vera e propria paccottiglia di trasmissioni-spazzatura e di dibattiti i cui temi e i cui argomenti sono per lo più incomprensibili per chi non viva in Italia. D’altra parte ciò non è altro che un riflesso peggiorato della qualità complessiva del nostro messaggio televisivo.
Chiunque viaggi oltremare anche per pochi giorni quando, di ritorno a casa, accende la Tv, ha l’impressione di precipitare nel buco di un provincialismo senza respiro. Un’angustia cui i telegiornali - ove tutto termina con la rassegna dell’alto pensiero in 20 secondi su qualsiasi cosa dei portavoce di ogni partito e partitino, giù giù fino a Pecoraro Scanio e a Boselli - contribuiscono non meno delle varie Isole dei famosi e C’è posta per te. Può un Paese come il nostro, membro del G8 e con un ruolo in vari campi di rilievo planetario, continuare a fare impunemente una figura del genere sulla grande ribalta delle Tv satellitari? Sarebbe il caso di cominciare a domandarselo.