Le tv locali terrestri contro Cielo: ci ruba il tasto 10

Un nuovo fronte si apre nella battaglia tra le tv del digitale terrestre e Sky. Questa volta la questione riguarda il posizionamento automatico delle reti sul telecomando, che è, ovviamente, molto importante perché gli spettatori si soffermano abitualmente sui primi tasti. A prendersela con l’azienda di Murdoch sono le associazioni che raccolgono le emittenti locali, arrabbiate perché da qualche giorno sul tasto 10 appare un cartello che recita che Cielo (il nuovo canale free che rappresenta lo sbarco di Sky sul digitale) è in arrivo. «È una grave lesione del pluralismo e nella concorrenza del settore», fanno sapere le associazioni delle Tv Locali Frt e Aeranti-Corallo, che denunciano che Cielo, nonostante sia ancora in attesa della necessaria autorizzazione alla trasmissione da parte del ministero dello Sviluppo Economico, «diffonde il proprio segnale consistente in un’immagine fissa con un codice Lcn che lo pone sul canale 10 del telecomando della televisione digitale terrestre, entrando in conflitto con le emittenti locali che storicamente sono collocate in tale posizione per una scelta precisa dei telespettatori».
Le associazioni evidenziano che l’AgCom nella sua delibera precisa a chiare lettere che gli operatori nel predisporre l’ordinamento automatico dei canali nella televisione digitale devono tener conto «delle abitudini e delle preferenze dei telespettatori». Il numero di telecomando 10 «è da sempre utilizzato, per scelta degli utenti, da emittenti locali che svolgono da oltre 30 anni il loro imprescindibile ruolo informativo sul territorio». Tale fatto - spiegano sempre i dirigenti - oltre ad emergere da indagini di base Auditel (istituto a cui Sky aderisce) è stato anche riconosciuto nell’ambito dello schema predisposto da Dgtvi (la società del digitale terrestre) a cui aderiscono la quasi totalità degli operatori televisivi terrestri italiani. Le emittenti locali «non intendono in alcun modo rinunciare ai propri diritti acquisiti, subendo passivamente tale situazione» e dunque stanno predisponendo un ricorso all’AgCom per chiedere di inibire a Sky l’utilizzo del numero 10, inoltre stanno valutando le ulteriori iniziative da intraprendere. Prima della trasmissione del cartello di Cielo, sul tasto 10 apparivano, a seconda della regione, diverse emittenti locali. Ora, in base ai decoder, appare o la tv locale o il cartello. Insomma una gran confusione. Marco Rossignoli della Aeranti-Corallo (che raccoglie 320 reti) è indignato perché Sky entra come un elefante in «una situazione che tiene conto di 30 anni della storia della televisione italiana e delle abitudini degli spettatori che riproducono sul digitale terrestre quello che finora è accaduto sul sistema analogico». Maurizio Giunco, della Frt (170 reti associate) si chiede come mai Sky «possa ritenersi al di sopra delle normative italiane». E aggiunge: «La Tv di Stato ha posizionato i nuovi canali (quelli come Rai Storia e Rainews24) dopo il tasto 20, non si capisce come mai Sky non segua la stessa linea». Le tv locali sono posizionate, allo stato attuale, tra il tasto 9 e il 20. Tra l’1 e l’8 ci sono le generaliste (da Raiuno a Mtv) mentre quelle della pay tv sono più avanti. Bisogna ricordare che si sta parlando dell’assegnazione automatica sul telecomando. Ovviamente, il telespettatore può farsi una scansione a piacimento con i comandi manuali.
In qualsiasi caso, tutta questa battaglia avrà una concretizzazione se e quando Cielo (che doveva cominciare il primo dicembre) riceverà l’autorizzazione a trasmettere, negata dal ministero dello Sviluppo economico. A riguardo il ministero ha chiesto un chiarimento a Bruxelles e ha tempo 60 giorni per rispondere. Sky infatti agisce come monopolista in ambito satellitare e, dunque, si deve chiarire, per la normativa Antitrust, se può operare anche sul digitale terrestre, benché trasmetta in chiaro, cioè non a pagamento.