La Tv a Natale riscopre i concerti di classica

Piera Anna Franini

Concerti di Natale e Santo Stefano a pioggia, in tv, in questa coda del 2005. Uno scroscio riparatore che in qualche modo annacqua il cumulo di disattenzioni del piccolo schermo nei confronti della classica. Per numero di proposte, svetta Raiuno con tre appuntamenti in differita, fra Natale e Santo Stefano: concerti da Assisi, Lucca e Milano mandati in onda in orari una volta tanto umani. Protagoniste, le orchestre chiave d’Italia, vale a dire l’Orchestra della Rai, ad Assisi sotto la bacchetta della canadese Keri Lynn Wilson (Natale), e la Filarmonica scaligera, dalla Scala, alle prese con la Nona Sinfonia di Beethoven secondo la lettura di Daniel Barenboim e in occasione del tradizionale concerto di Natale (riascoltato ieri).
Sabato sera abbiamo ripercorso le tappe cardine di un giovane Puccini attraverso la bacchetta di un pucciniano votato quale Riccardo Chailly alla guida della Filarmonica della Scala, l’appuntamento era stato registrato nella Chiesa di San Frediano, a Lucca. Anche Rete 4 ha predisposto un risveglio di Natale in musica con un concerto fra Mozart e Dmitrij Šostakovic diretti da Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra Cherubini, quella serata siglò l’insediamento del comitato d’onore di Parma capitale della musica.
Fra Natale e Santo Stefano s’è così registrata una parata di direttori, complessi, partiture e luoghi significativi. Dopo un 2005 segnato da una sequela di bufere, la Scala è ritorna a far parlare di sé sull’onda di questioni squisitamente musicali, con Chailly ci ha spiegato chi fosse il giovane Puccini e con una Nona Sinfonia concentratissima, densa così come piace a Daniel Barenboim, ha passato il messaggio – per dirla con Barenboim - «che la musica è un fenomeno esistenziale, una creazione umana e non puro diletto» quindi portatrice di significati universali che la rendono attuale e calzante per ogni situazione.
Si sono alternate orchestre con blasone e complessi giovanili promettenti quali la Cherubini, l’orchestra voluta da Muti lì a dimostrare che le disattenzioni dei vertici per i giovani in musica non trovano giustificazioni. Bella vetrina di bacchette, assieme a Claudio Abbado, abbiamo rivisto i due maggiori direttori italiani di richiamo internazionale (appunto Muti e Chailly). Poi la novità di una direttrice donna, la Wilson, che in realtà sbiadisce anche solo se messa a confronto con i colori gitani e la personalità irruente di Goran Bregovic e della sua Wedding and Funeral Band, in una Assisi pronta ad aprirsi a religioni, culture e sonorità diverse. Anche a un Jingle Bell alla Bregovic, balcanico e smaliziato. Un altro punto di vista.