Tv, svolta digitale: 11 milioni di lombardi cambiano canale

La Lombardia si presenta puntuale e con le carte in regola all’appuntamento del 26 novembre, giorno del cosiddetto «switch-off», il passaggio da analogico al digitale terrestre. La rivoluzione riguarderà 11 milioni di lombardi e 22 milioni di cittadini del Nord (Piemonte orientale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), 3.333 Comuni e 6.982 impianti di emittenti nazionali e locali. Entro il 15 dicembre tutti i programmi delle emittenti nazionali e locali saranno quindi trasmessi solo in tecnologia digitale e il loro segnale potrà essere ricevuto solo attraverso un decoder o un televisore con sintonizzatore integrato. Un «passaggio epocale» lo ha definito il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che ha spiegato come «la digitalizzazione del sistema televisivo sia un passo importante verso il futuro digitale del Paese. I vantaggi sono i circa 40 canali gratuiti al posto dei 10 di oggi, con una qualità del segnale eccellente. Tv digitale, superamento del digital divide (il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione, in particolare personal computer e internet e chi ne è escluso), e sviluppo di reti di nuova generazione sono i fronti della rivoluzione tecnologica che rappresenta una delle priorità della nostra azione di governo».
Per aiutare i cittadini a famigliarizzare con la nuova tecnologia, il ministero ha messo a disposizione un numero verde gratuito (800.022.000 attivo dal lunedì al sabato) per fornire ogni informazione sul passaggio incluse le procedure di sintonizzazione del decoder. Tutte le informazioni con l’elenco di marche e modelli degli apparecchi testati sono disponibili sul sito www.decoder.comunicazioni.it.
Per abbassare l’impatto del cambiamento, il governo ha messo a disposizione un contributo per l’acquisto del decoder - strumento indispensabile per vedere la tv dal 26 novembre - di 50 euro: ne potrà benenficiare chi è in regola con l’abbonamento Rai, ha reddito pari o inferiore a 10mila euro e età pari o superiore a 65 anni. I cittadini dovranno solo fornire il codice fiscale al negoziante che verificherà i requisiti per concedere lo sconto.
Anche la Regione ha fatto la sua parte, aiutando le imprese con un bando da 5 milioni di euro per sostenere le emittenti locali nel rinnovamento tecnologico necessario e i cittadini, e i cittadini promuovendo tra le associazioni di installatori il rispetto di un codice etico e un tariffario di riferimento. Sull’home page del sito della regione (www.regione.lombardia.it) è attiva una sezione dedicata con tutte le informazioni utili. «Siamo certi che tale passaggio comporterà una maggiore concorrenza tra le emittenti televisive, più pluralismo, più qualità dei contenuti - il commento del presidente Roberto Formigoni -. Questa maggiore offerta di spazi rappresenta una grande sfida migliorativa per produrre nuove idee, nuovi palinsesti e nuovi format per competere in un mercato che sarà sempre più affollato per il prevedibile ingresso di nuovi soggetti».