In tv tutti parlano di cani senza saperne quasi nulla

Si è mai visto un talk show sulla storia di un serial killer, in cui mancassero il criminologo e lo psichiatra di turno? No. Si è mai visto un talk show sugli interventi di chirurgia estetica senza la presenza del chirurgo plastico? No. Si è mai vista una trasmissione in cui si disserta di dolore nel taglio della coda, di sindrome dell'arto fantasma e di sterilizzazioni, senza la presenza di un medico veterinario che si occupa di patologia e chirurgia del cane e del gatto? Sì, sempre. Quando si parla di cani, gatti o animali in genere, entrando nello specifico dei loro problemi di salute, il parterre si affolla di avvocati, deputati, star del cinema, cantanti, e dell'immancabile addestratore di cani famosi. È il caso di Porta a Porta, il talk show notturno condotto da Bruno Vespa che, l'altra sera si è occupato per due ore piene di una legge che ha bloccato per un giorno il Parlamento surriscaldando gli animi. Si trattava di ratificare una norma europea che pone al bando gli interventi di chirurgia estetica sui cani. In soldoni, bando al taglio di orecchie e coda. Ora, molti cacciatori vogliono, per alcune razze, la coda mozza perché quando s'infilano nei rovi non si feriscano. Dopo aspri scontri tra le due fazioni, il provvedimento è tornato alla camera. Di questo dunque, oltre che di aggressività dei cani e di randagismo, si è parlato animatamente con un Vespa divertito che gironzolava per lo studio tenendo al guinzaglio il bracco di Gabriele Cimadoro (cacciatore pro coda mozza dell'Italia dei Valori), mentre un Vittorio Sgarbi annoiato si lasciava andare a provocazioni ipnoinduttive, meglio del Valium. «Tenere un cane al guinzaglio è un atto di sadismo. Nessun uomo è tenuto al guinzaglio. Come sadico è tenere cani oltre il piano rialzato, perché lede la loro dignità». Sgarbi quando parla d'arte (e di donne) è inarrivabile e mi rapisce come un notturno di Chopin. In questi casi invece lo adoro come l'heavy metal e la musica dodecafonica.
Il ministro Brambilla e il sottosegretario Martini hanno fatto la parte del leone (e per gli animali stanno facendo veramente tantissimo) con alcune esagerazioni e inesattezze dovute a un eccesso di entusiasmo e a una scarsa conoscenza scientifica dei problemi, che peraltro da loro non si pretenderebbe neanche. «Il taglio della coda provoca dolore intraoperatorio e postoperatorio» hanno affermato. Mettiamoci d'accordo. Se l'intervento è operatorio, ovviamente deve essere fatto in anestesia generale, quindi niente dolore, ci mancherebbe altro. Su questo punto, mi spiace ma ha ragione Cimadoro, quando afferma che il taglio della coda, se eseguito nei primissimi giorni di vita, non provoca dolore. I centri del dolore si integrano dopo. A 5 giorni di vita il taglio della coda equivale a una «pestatina» della mamma mentre allatta. Quanto alla sindrome dell'arto fantasma, che si verifica spesso nelle persone amputate, non esiste alcuna evidenza scientifica sul fatto che possa interessare i cani. Detto questo, sia ben chiaro che sono del tutto contrario a tali mutilazioni. Se il cane a caccia si ferisce la coda lo si curi e lo si tenga a riposo. Amen.
Quando poi ho sentito affermare che «i pitbull sono cani da bambini», con l'assenso dell'addestratore Perla, mi si sono rizzati peli e capelli. Non esageriamo e soprattutto non mettiamo in ulteriore pericolo i bambini che già c'è la «suina» a pensarci.
Per fortuna alla fine è entrato Rex e, sulle immagini di Rin Tin Tin e Lassie, si son tutti rasserenati. Tranne il veterinario che, a casa, ha sentito qualche barbarie di troppo. Scientifica, naturalmente.