Come dopo le Twin Towers

da Milano

Il cordone sanitario delle banche centrali si stringe intorno al corpo debole dei mercati finanziari integrati. E lo fa nella maniera più energica dai tempi dell’attacco alle Torri Gemelle. Anche se la crisi innescata dai mutui Ninja, cioè i prestiti erogati negli Stati Uniti a chi non ha un reddito (no income), né un lavoro né un patrimonio (no job and asset), non è paragonabile al gesto del commando guidato l’11 settembre da Mohammed Atta per impatto emotivo, capacità di destabilizzazione dei mercati finanziari e forza di rottura degli equilibri geopolitici.
Tuttavia, il dato resta: dopo l’attentato, la Federal Reserve da Washington, la Bce da Francoforte e la Boj da Tokyo iniettarono nel sistema 204 miliardi di euro, al cambio di allora equivalenti a 225 miliardi di dollari. Ieri la Bce ha immesso nuova liquidità per 94,84 miliardi di euro. E, Oltreoceano, la Fed ha fatto lo stesso con 24 miliardi di dollari, mentre la banca centrale del Canada si è dichiarata disponibile a contribuire anch’essa al sostegno concertato delle fondamenta finanziarie dei mercati internazionali.