Ubi Banca, per Auletta è l’ora della prudenza

Sono previsti 1.700 esuberi e 300 nuove assunzioni Sportelli in crescita da 1.920 oltre quota 2.000

da Milano

Ubi banca rivede i suoi obiettivi: il piano industriale quadriennale 2007-2010 è stato scritto con criteri più prudenti rispetto alle indicazioni fornite a novembre all’annuncio della fusione Bpu e Banca Lombarda, e questo spiega perché gli 1,4 miliardi di utile inizialmente previsti per il 2009 verranno realizzati nel 2010. Lo ha sottolineato ieri l’amministratore delegato Giampiero Auletta Armenise nel corso della presentazione del piano agli analisti.
Le sinergie stimate al 2010 risultano superiori di 37 milioni rispetto a quanto indicato in un primo tempo: 256,5 milioni di sinergie di costo (+31,5 milioni) e 145,3 milioni di sinergie da ricavi (+5,3 milioni) a fronte di un incremento dei costi di integrazione di 10 milioni a 390 milioni. Il gruppo però non ha considerato le plusvalenze attese dalla realizzazione di joint venture nei settori del credito al consumo, della bancassicurazione danni e dell’investment bank, da cui era stato stimato un contributo di 27 milioni nel solo esercizio 2009, mentre ha previsto un impatto negativo sui risultati dalla riduzione delle commissioni di massimo scoperto (circa 35 milioni, sempre nel 2009), in linea con le tendenze normative e del mercato, come anche 13 milioni di utili in meno per la cessione dei 61 sportelli a Brescia e Bergamo richiesta dall’Antitrust.
Il piano, preannunciato venerdì scorso, in tarda serata, ha avuto una brutta accoglienza a Piazza Affari, dove il titolo ha ceduto fin più del 3% toccando un minimo a 20 euro, chiudendo poi a 20,5 euro (-2,2%), con volumi ampiamente sopra la media. Operatori e analisti sono delusi per il ridimensionamento dei target: «Ubi è fortemente penalizzata dopo la presentazione del piano che rimanda al 2010 target attesi per il 2009».
Il piano presentato dalla banca lombarda punta da un lato alla creazione di joint venture sulle società-prodotto, e dall’altro a un forte sviluppo dell’attività allo sportello, vero motore del piano industriale: alla prevista creazione di valore tra il 2006 e il 2010 (crescita dell’«eva» da 227 a 738 milioni), il segmento retail contribuirà infatti con un aumento medio annuo dell’«eva» del 21,4%, da 363 a 789 milioni. Gli sportelli, nonostante la cessione di 61 agenzie, cresceranno dai 1.920 del 2006 a 2.000-2.010 nel 2010. Il recupero di efficienza passerà anche da una drastica riduzione del personale, stimata in 1.400 dipendenti nel giro dei 4 anni di piano, da 21.700 a 20.300, per 1.700 esuberi e circa 300 assunzioni destinate ai nuovi sportelli.
Tra i report recenti, Cheuvreux ha abbassato il target a 23,5 euro da 25, confermando la raccomandazione «outperform», mentre Ubs mantiene il giudizio "buy" e il target a 25 euro, ma definisce l’obiettivo di utile netto al 2009 «sotto le attese» e osserva che Ubi fa assunzioni più prudenziali dei concorrenti.