UBI Banca, soluzioni per un reddito equo

A disposizione gli sportelli delle otto banche del gruppo. Fondi aperti con scelta tra i vari profili e rendimenti

Il contesto odierno vede un sistema previdenziale obbligatorio con risorse insufficienti a garantire prestazioni simili a quelle del passato. È dunque indispensabile provvedere autonomamente al proprio futuro per essere liberi di vivere con serenità. Le novità più importanti introdotte dalla riforma del settore sono l’utilizzo del Tfr per alimentare i versamenti previdenziali dei lavoratori dipendenti, nonché la libertà di scegliere la forma di previdenza complementare (sino a fino giugno), demandando al singolo lavoratore il compito di capire come arrivare adeguatamente preparato alla pensione.
È in questo contesto che UBI Banca viene incontro alle esigenze di pianificazione previdenziale della clientela, aziende incluse, con un’offerta di previdenza complementare basata su soluzioni che creano valore nel tempo, sia per le adesioni individuali che per quelle collettive, presso gli sportelli delle 8 banche rete (Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca Popolare Commercio e Industria, Banca Regionale Europea, Banca Popolare di Ancona, Banca Carime, Banca di Valle Camonica e Banco di San Giorgio). Grazie a questi fondi pensione aperti è possibile creare una vera integrazione alla pensione pubblica: almeno il 50% della prestazione maturata si trasforma in una rendita o, in alternativa, lo si può avere a disposizione sottoforma di capitale quando si smette di lavorare. Le offerte UBI Banca permettono, infatti, di scegliere tra diversi comparti di gestione con diverso profilo di rischio e di rendimento atteso. I fondi pensione si contraddistinguono inoltre anche per le agevolazioni previste in caso di anticipi che siano dovuti per esempio per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (dopo almeno 8 anni, fino al 75% di quanto accumulato); per alcune tipologie di spese mediche, per sé, il coniuge e i figli, senza limiti temporali. Sono inoltre previsti: un ampliamento della casistica per la richiesta di anticipi rispetto alle possibilità consentite con il Tfr gestito in azienda; la possibilità di richiedere l’anticipo, dopo almeno 8 anni, di un ammontare pari al 30% del maturato, e senza motivi specifici, con tassazione al 23%. Va inoltre tenuto conto che tali anticipi sono calcolati sull’intera posizione individuale, formata oltre che dal Tfr versato anche da tutti i contributi del lavoratore e dell’azienda. UBI Banca con questa offerta non punta solo ai lavoratori autonomi e ai dipendenti ancora «indecisi» tra un fondo chiuso e uno aperto, ma crede nella possibilità di successo dei fondi pensione aperti come prodotto aggiuntivo, per lavoratori e per aziende. Le adesioni individuali possono essere la scelta giusta non solo per i dipendenti autonomi, ma anche per quelli che hanno già deciso di aderire a un fondo di categoria. Senza dimenticare che la gestione dei contributi è affidata a professionisti di provata esperienza nel mercato assicurativo e previdenziale.